L’Agenda Digitale sotto il segno di Francesco Caio

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Francesco Caio, mister Agenda Digitale, pronto a lasciare

Eppur si muove. Nonostante i ritardi, l’Agenda Digitale è ritornata alla ribalta. Francesco Caio, ex consulente governativo per la banda larga (ai tempi del governo Berlusconi il Piano Caio per la broad band, insabbiato, venne alla luce grazie a WikiLeaks), ritorna nelle vesti di super commissario che presiede un Tavolo permanente, di cui si avvarrà la Cabina di regia istituita dal Decreto Del Fare, sotto la diretta responsabilità della Presidenza del Consiglio. Anche Stefano Parisi, presidente di Confindustria Digitale, ha affermato che condivide il rafforzamento dell’Agenda Digitale, ma che l’impegno di Caio non può essere part-time, visto che manterrà il mandato di Ad del gruppo Avio: “Per l’Agenda digitale il governo ha imboccato la strada giusta. Ora però bisogna agire“. Ma i passi avanti ci sono: Caio però è un nome che mette d’accordo tutti; ed è un progresso il fatto che il governo Letta abbia messo sotto la Presidenza del Consiglio la diretta responsabilità dell’Agenda. Adesso però bisogna agire, per colmare i ritardi accumulati fin qui

Mancano 32 decreti attuativi previsti per l’Agenda digitale. Lo Statuto dell’Agenzia Digitale aspetta il semaforo verde della Corte dei Conti dopo essere stato bloccato dalla Presidenza del Consiglio. Ora il cambio di governance, senza averla snellita. I ritardi dell’Agenda Digitale sono sotto i nostri occhi. Eppur si muove, parliamo dell’Agenda. La nomina di Francesco Caio mette d’accordo tutti, anche se si spera che il suo ruolo non sia part-time; e va apprezzato il fatto che il governo di Enrico Letta abbia messo sotto la Presidenza del Consiglio la diretta responsabilità dell’Agenda.

Ora è il momento di agire” incalza Stefano Parisi, presidente di Confindustria Digitale. Adesso è l’ora di varare il piano di razionalizzazione delle banche dati della Pubblica amministrazione (30 settembre) e mettere sulla rampa di lancio il Fascicolo sanitario elettronico (31 dicembre 2014). Se si riparte da qui, l’Agenda Digitale riparte, nonostante il ritardo accumulato.

E quindi bisogna azzerare il divario digitale: se non sono stati trovati i fondi per il Centro-Nord (in vista di un nuovo round di finanziamenti europei 2014-2020), fondi pubblici coprono la banda larga in Campania; entro luglio toccherà a Basilicata, Calabria, Molise e Sicilia. Il piano dell’Agenda Digitale UE è però più ambizioso: navigare a 100 Megabit (50 per cento della popolazione) e a 30 Megabit (al 100 per cento) entro il 2020. Le risorse andranno trovate: intanto lo scorporo della rete Telecom va in questa direzione.

Eppur si muove: i bandi, insieme alle agevolazioni burocratiche per le startup e gli incubatori, sono un primo tassello. Migliorie sono sempre possibili: se l’abbinamento del domicilio digitale alla carta d’identità elettronica fosse obbligatorio (e non volontario), l’accelerazione sarebbe non trascurabile. Il momento di agire è adesso.

Francesco Caio sarà mister Agenda Digitale: referente di Palazzo Chigi per l'Agenda Digitale
Francesco Caio sarà mister Agenda Digitale: referente di Palazzo Chigi per l’Agenda Digitale
Autore: ITespresso
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