L’Agenda Digitale UE obbligherà Apple ad aprire iTunes a tutti gli smartphone o a usare Flash?

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Le promesse della Digital Agenda potranno tradursi in maggiore libertà di scelta per i consumatori. Ecco come

Interoperabilità e libero mercato saranno le due colonne portanti dell’Agenda Digitale UE. Finora si è messo l’accento sulla banda ultra larga parlando a proposito dell’Agenda Digitale proposta da Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione europea e responsabile della Digital Agenda. Ma altri punti salienti (sono in tutto sette) dell’Agenda Digitale sono anche: interoperabilità e libero mercato.

Cosa possono significare “interoperabilità e libero mercato” declinati al digitale su scala europea? In questi anni l’Antitrust europeo ha obbligato Microsoft all’interoperabilità e multato Intel per abuso di posizione dominante. Ma che potremmo dire di Apple, Rim, Nokia, Adobe e Google?

Per esempio l’Agenda Digitale, in tema di interoperabilità, potrebbe obbligare Apple ad aprire iTunes a tutti gli smartphone e ad usare Flash su iPhone e iPad (la cui tecnologia spopola nei video online). Come è noto, finora Apple ha fatto la guerra alla sincronizzazione di iTunes su divice diversi dai suoi e la guerra a Flash in mobilità. Forse l’Agenda Digitale potrebbe avere effetti anche sui “negozi virtuali di terze parti” (quelli da cui si scaricano, gratis o a paganento, le Web apps): oggi Nokia ha Ovi Store, Blackberry App World, iPhone App Store e Google Android Market.

In materia di cloud computing, bisogna garantire agli utenti l’opportunità di non restare incatenati ad un supporto fisico specifico.

Infine l’Unione europea promuoverà il mercato unico per i contenuti digitali per superare la frammentazione e semplificare la diffusione di musica e film legali: stop all’e-commerce nazionale, ma largo a un commercio elettronico europeo (luogo di libero scambio delle merci). Vedremo se le promesse della Digital Agenda si tradurranno in maggiore libertà di scelta per i consumatori e quali implicazioni pratiche avranno.

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