L’allarme antincendio arriva dai telefonini

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I cellulari potranno dare l’allarme in caso di fumo o perdite di gas.

L’invenzione prevede che il telefono cellulare sia dotato di una batteria con sensori che individuano cambiamenti nella composizione atmosferica. I sensori raccolgono e confrontano i dati sull’atmosfera, avvisando il proprietario in caso di cambiamenti preoccupanti. Gli ideatori rumeni Marian Gavrila e Garbriel Patulea hanno spiegato che tale sistema potrebbe salvare centinaia di vite, se inserito nei cellulari. L’idea sembra essere venuta loro in seguito alla notizia di un tragico incidente avvenuto in Francia, dove un treno che viaggiava da Parigi a Vienna prese fuoco e l’allarme fu dato solo dopo due ore. I sensori sarebbero predisposti alla rilevazione di fumo, ma anche di altri gas tossici come metano e monossido di carbonio, dicono gli ideatori del sistema. Le informazioni sull’ambiente vengono controllate e confrontate dal cellulare con i dati sui livelli di normalità e sicurezza. Se i sensori individuano un cambiamento, il cellulare invia un allarme, che può essere un suono o una luce lampeggiante. Può essere programmato anche per inviare automaticamente un segnale di allarme ai servizi di emergenza. Il dispositivo servirebbe anche a risolvere il problema domestico della mancanza o del malfunzionamento di sensori di fumo e monissido di carbonio. Se molti muoiono perché hanno dimenticato di sostituire le batterie nei detector, la maggior parte delle persone non dimentica di ricaricare il cellulare. Comunque, il sistema potrebbe essere limitato ad un uso non-industriale: in diversi luoghi in cui esiste il rischio di esposizione a gas infiammabili, l’utilizzo di dispositivi elettronici è vietato perché sono potenziali inneschi di combustione. Gavrila e Patulea stanno registrando l’invenzione presso il Canadian Patents Office e sperano che i produttori di cellulari possano aiutarli a realizzare un prototipo. Hanno già presentato l’idea ai colossi Motorola, Nokia, Siemens e Sony Ericsson.

Autore: ITespresso
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