L’Antitrust bacchetta il credito al consumo e le frodi nelle suonerie

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L’Authority Antitrust ha messo sotto la lente tutte le anomalie che si nascondono nel settore e le ha documentate nella relazione del presidente Antonio Catricalà. Sei milioni di euro di sanzioni per pratiche commerciali scorrette

L’Antitrust ha comminato multe pe r 6 milioni euro nel 2008-2009 per pratiche commerciali scorrette nel credito al consumo. Inoltre, il progetto europeo di controllo sui siti dai quali si comprano contenuti multimediali ha riguardato 29 autorita’ nazionali antitrust, che hanno monitorato 301 siti web che fanno e-commerce di suonerie, wallpaper, animazioni, eccetera. Sono state individuate irregolarita’ nel 70% dei casi. Ben 159 siti sono stati corretti (il 52% dei casi), mentre 54 siti hanno chiuso (17% del totale). In Italia, su 7 siti internet controllati,in 4 sono stati riscontrati in contrasto con la normativa europea perche’ non fornivano informazioni chiare.

Gli operatori sanzionati sono stati nove: Telecom Italia, Wind, Dada, Zed, H3G, Zeng, Fox Mobile e Tuttogratis per circa 2 milioni di euro complessivi. In particolare, in molti siti l’Antitrust ha denunciato l’omessa specificazione della natura in abbonamento del servizio offerto, una particolare complessita‘ delle procedure da attivare per interrompere la prestazione del servizio, l’utilizzo “quantomeno spregiudicato” dei claim di gratuita‘, l’invio ai consumatori di sms ingannevoli.

Ci sono alcuni intermediari nascosti da banche, livelli di taeg nei limiti massimi previsti dalla legge, oppure operazioni in cui il taeg non viene neppure indicato attraverso una forbice di valori, dove il limite massimo era quantificato con espressioni quali ‘max entro i limiti di legge’. L’attivita’ istruttoria ha consentito di accertare l’ingannevolezza di alcuni messaggi da parte di operatori che non erogavano direttamente i finanziamenti‘: l’Authority Antitrust ha messo sotto la lente tutte le anomalie che si nascondono nel settore e le ha documentate nella relazione che il presidente Antonio Catricalà ha presentato alla IV Commissione Finanze della Camera.

Infine, nel 2008 il tasso di crescita nell’ultimo quinquennio e’ cresciuto del 10,6%, secondo Assofin la situazione per il 2009 e’ negativa, con una flessione delle erogazioni pari al 12%. Dai dati fino ad agosto 2009 si rileva che il calo e’ da attribuire ai prestiti finalizzati e personali, mentre le cessioni del quinto dello stipendio sono in crescita. ”Il complesso di tali evidenze non fa che testimoniare le conseguenze della recessione sui consumi e sulle possibilita’ di spese delle famiglie”, sottolinea Catricala’. ‘‘Il peso del canale distributivo dei ‘dealers’ e’ di circa il 91% per il credito auto e dell’86% per gli altri beni”.

L’acquisto dell’auto rappresenta il 78% del credito finalizzato, mentre lo scorso anno il c redito personale e’ cresciuto del 27%, le carte revolving del 7%, le cessioni del quinto dello stipendio sono esplose con una crescita del 40%. Il livello di concentrazione sul mercato è medio: la quota di mercato congiunta dei primi cinque operatori e’ del 47%, inferiore a quella corrispondente nel settore bancario tradizionale.

Autore: ITespresso
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