L’Antitrust boccia il caro Sms

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Ecco i risultati di un’indagine durata otto mesi: il 25% degli italiani paga gli Sms più cari d’Europa. Un salasso:un quarto degli Sms costa (al 62% degli utenti) al prezzo di 15 centesim

i, contro gli 11 centesimi fissati (dal primo luglio) per gli Sms in roaming europeo.Troppo (anche se il 75% costa in media 1 centesimo di eur

o). La causa del caro-Sms ? Scarse trasparenza e competitività nel mercato della telefonia mobile (anche gli operatori virtuali sono penalizzati: il prezzo all’ingrosso di 5,25 centesimi è superiore ai costi internazionali). In un mercato da circa 4 miliardi di euro (Sms, Mms e dati in mobilità), gli Sms fanno la parte del leone con ricavi da oltre 2 miliardi. Ora Antitrust e AgCom vogliono finalmente vederci chiaro e, forse, voltare pagina

Un primo campanello d’allarme dello scossone per gli operatori mobili, in Italia, era giunto lo scorso primo agosto .

L’Autorità per le telecomunicazioni e l’Antitrust avevano avviato un’indagine conoscitiva per verificare le tariffe relative a Sms, Mms e servizi mobili : ad essere analizzate sono state soprattutto le condizioni di offerta e le dinamiche concorrenziali, già prese di mira dal Codacons negli ultimi anni.

E proprio il Codacons, per bocca del suo Presidente Carlo Rienzi, la scorsa estate anticipava la possibilità di una maxi class action nel caso in cui fossero emerse irregolarità da parte degli operatori mobili italiani e con l’obiettivo di restituire agli utenti quanto tolto loro ingiustamente. Ma la Class Action, come è noto, è slittata a data da destinarsi. Il cerino contro gli Sms troppo salati, è passato dunque nelle mani di AgCom e Antitrust.

Il confronto con le tariffe di altri paesi europei è talvolta improponibile: mandare un Sms con carta prepagata in Italia costa fino a 5 volte più che in altri paesi (Danimarca) e il doppio rispetto alla media europea. Almeno per un quarto degli utenti italiani. Anche gli operatori virtuali sono penalizzati: il prezzo all’ingrosso di 5,25 centesimi è superiore ai costi internazionali. Qualcosa no va, in un mercato ricco da 3,97 miliardi di euro, in cui gli Sms pesano per 2 miliardi.

Il mercato degli Sms assume proporzioni enormi: 1900 miliardi di messaggini previsti nel 2007, 2300 miliardi di Sms nel 2008.

Il tutto per un giro d’affari complessivo di 52 miliardi di dollari nel 2007, in crescita del 15.7% a quota 60.2 miliardi nel 2008. (fonte: Gartner). Con un invio di messaggi che superava a fine 2007 i 28,6 miliardi di invii, l’Italia risulta posizionata al secondo posto, dopo il Regno Unito con 47,7 miliardi di sms.

Segue la Germania con 23,4 miliardi di sms, quarta si piazza la Francia (18,9 miliardi), il Portogallo quinto (15,5 miliardi), e sesta la Spagna (13,9 miliardi).

Lo scorso luglio, dopo il caro-vita, l’Italia scopriva il caro-Sms: ma ora si potrà voltare pagina?

Adesso, finalmente, dopo 8 mesi di indagine e dopo le inchieste sulle suonerie truffaldine via sms , il Garante delle comunicazioni e Antitrust potrebbero intervenire per riallineare le tariffe al resto d’Europa.

Autore: ITespresso
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