L’antitrust europeo conferma la condanna per Microsoft

Workspace

Microsoft dovrà pagare 497 milioni di euro e dovrà mettersi in regola entro 90 e 120 giorni.

Dopo l’indagine durata cinque anni, la Commissione Europea ha condannato Microsoft per abuso di posizione dominante per avere inserito Windows Media Player nel suo sistema operativo e per avere ostacolato la concorrenza nel mercato dei sistemi operativi per server. Microsoft avrà 120 giorni per comunicare ai proprio concorrenti informazioni dettagliate e accurate sulle interfacce, per rendere interoperabili sistemi operativi diversi, e 90 giorni per offrire ai produttori di pc una versione di Windows senza Media Player (WMP), che potrà essere venduta anche agli utenti finali. Ovviamente Microsoft potrà continuare a commercializzare la versione di Windows con Media Player, ma non dovrà offrirla a condizioni commerciali e tecnologiche più vantaggiose: sarà l’utente che deciderà quale versione acquistare. A questo si aggiunge la maxi multa di 497 milioni di euro, la più alta che la Commissione europea abbia mai inflitto, per aver abusato del proprio potere nel mercato europeo. “Anche se pensiamo che la decisione odierna della Commissione europea sia infelice – ha dichiarato Steve Ballmer, ceo di Microsoft – continueremo a collaborare e a cooperare con i governi e le aziende europee in tema di interoperabilità, sicurezza, privacy e spam. Continueremo a investire in tecnologia e in innovazione per i nostri clienti”. “Noi crediamo che la decisione della commissione europea – ha aggiunto Brad Smith, general vice president di Microsoft – riduca la possibilità di scelta del consumatore e ferisca gli sviluppatori europei”. Una ricerca di Microsoft mostra che gli utenti richiedono ai prodotti maggiori funzionalità e facilità d’uso e che la maggior parte dei consumatori vorrebbe WMP incluso in Windows: la sentenza di oggi – secondo Microsoft – riducendo le funzionalità di Windows, penalizza gli utenti. Per Microsoft senza dubbio la condanna è un segnale molto forte da parte dei Paesi europei e impone un grande cambiamento delle politiche commerciali finora adottate. Più che la multa (pari all’8% del fatturato realizzato dalla società in Europa, Africa e Medio Oriente e all’1,62 del giro d’affari mondiale) è la strategia commerciale imposta dalla Unione Europea a preoccupare la società di Redmond.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore