L’Antitrust multa Tim e Vodafone

Autorità e normative

Nell’estate 2008 è scoppiato il caro-cellulare. Un’estate bollente sul fronte dei rincari delle tariffe di telefonia mobile. Altroconsumo chiese l’intervento dell’AgCom e dell’Antitrust a difesa degli utenti di Tim e Vodafone. Tim mandò in pensione 10 tariffe scontate. Vodafone invece rimodulò le tariffe, dal 1 ottobre: 31 tariffe sparite accorpate in 7 piani. Secondo Altroconsumo, Tim e Vodafone rialzarono i costi medi di 35 euro in un anno. Comunicando i rincari via Sms. Ora l’Antitrust passa alle mega-multe: mezzo milione di euro per ciascuno dei due operatori

L’Antitrust ha sanzionato Tim e Vodafone, che dovranno pagare mezzo milione di euro ciascuno.

Tutto è nato dalla lunga estate calda della telefonia mobile, cominciata con il pensionamento da parte di Tim di 10 tariffe superscontate: T im Menu, Unica, Unica 10, Unica New, Tim Zeroscatti, Tim Tribù da 1 Eurocent, Tim Famiglia, Tim Relax Base, Tim Club e Tim Base. Gli aumenti partirono dal 9 settembre, addebitati alla Legge Bersani che azzerò i costi di ricarica.

Ai clienti, Tim chiede di accettare il rincaro (con sconti per le telefonate più lunghe di 2 minuti) o cambiare tariffa.

Anche Vodafone sfruttò il solleone estivo per semplificare le tariffe:31 tariffe sparite, accorpate in sette piani. I listini di Vodafone Italia cambierono dallo scorso primo ottobre: l o scatto alla risposta è passato da 10 o 15 a 16 centesimi, ma per alcune tariffe il rincaro è stato anche del 60%, mentre il costo degli Sms è sceso a 10 centesimi.

Dopo l’esposto di Altroconsumo, ora l’Antitrust corre ai ripari: una maximulta per modifica unilaterale e sistematica dei piani tariffari senza fornire adeguate informative al consumatore.

Lo annuncia Altroconsumo, che oggi ha ricevuto la notifica formale sulla multa dall”Antitrust. L’associazione aveva infatti denunciato l’agosto scorso all’Authority i due operatori per pratiche commerciali scorrette sui rincari delle tariffe di telefonia mobile.

La mancanza di informazione e trasparenza ha impedito agli utenti di conoscere le caratteristiche delle nuove tariffe, le modalità di attuare la portabilità del numero da un operatore all’altro e le modalità di rimborso del credito residuo. I rincari, calcolati dall’associazione a tutela dei consumatori, sono stati per profili medi in un anno da 49 sino a 83 euro, con picchi d’aumento sulle singole telefonate di oltre il 100%.

Commenta Paolo Martinello, presidente Altroconsumo: “L’intervento dell’Antitrust dimostra la necessità urgente di introdurre la class action nel nostro Paese. L’istituto del risarcimento collettivo si adatterebbe perfettamente a casi come questi, dove, per tali pratiche commerciali scorrette, la multa acquista un significato formale e non restituisce alle migliaia di utenti le cifre incassate automaticamente dai gestori, senza che i consumatori avessero alcuna possibilità di essere informati e di scegliere. Ma la conversione del decreto milleproroghe al Senato ha confermato l’ulteriore rinvio a luglio della norma, e i disegni di legge pendenti sia alla Camera che al Senato sono ancora impantanati nelle commissioni competenti”.

Altroconsumo continua a raccogliere sul proprio sito le adesioni alla petizione per l’approvazione in Italia della legge sul risarcimento collettiv o dei consumatori, giunte a quota 8000.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore