L’app di Uber permette di prenotare una corsa

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Uber raggiunge i 2 miliardi di corse
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La prenotazione della corsa debutta a Seattle ed è una funzionalità dedicata al mondo business. Le novità di Uber in arrivo, a partire dalle linee guida UE sulla sharing economy

Uber consentirà di prenotare un’auto, con 30 minuti o 30 giorni di anticipo. La prenotazione della corsa debutta a Seattle ed è una funzionalità dedicata al mondo business.
L’app di auto noleggio punta a differenziarsi dagli altri servizi concorrenti: l’offerta on-demand piace anche agli utenti consumer, mentre l’offerta business diventa più flessibile. Signigìfica più viaggi, più frequenza delle corse eccetera.

Uber-prenotazione_autoIntanto, Uber piace all’Arabia Saudita che investe ben 3,5 miliardi di dollari. Di recente, ha lanciato Uber Pitch, un progetto che sta sbarcando in 37 città europee: l’iniziativa consente alle startup di illustrare la propria idea di business a Uber. Durante la corsa di 10 minuti, i partecipanti possono “pitchare” la loro idea di business a professionisti, ottenendo in cambio feedback e suggerimenti per migliorare il progetto. Per questo compito in Italia Uber si è affidata a United Ventures, partner del progetto. “Le migliori idee riceveranno guida e supporto, inoltre alcune delle idee presentate a livello europeo avranno l’occasione di andare a Berlino per incontrare Kalanick”, CEO di Uber.

LaUE cerca di armonizzare le decisioni dei 28 dell’Unione europea sulle piattaforme online di sharing economy che offrono servizi. Le nuove linee guida chiedono di distinguere tra chi mette a disposizione la propria auto o casa occasionalmente, per “arrotondare”, da chi invece lo fa a tempo pieno e professionalmente.

Le linee guida europee sono la risposta di Bruxelles dopo l’avvio di quattro diversi ricorsi, due contro la Francia e altri due contro Germania e Spagna, che hanno messo completamente fuori legge l’app di Uber. “Se li blocchiamo qui, in ogni caso cresceranno da qualche altra parte”, ha precisato il vicepresidente della Commissione Ue Jyrki Katainen. “Non si può imporre il divieto totale di queste attività” dell’economia collaborativa (sharing economy) “se la ragione è proteggere i modelli di business esistenti”, ha dichiarato la commissaria al mercato interno Elzbieta Bienkowska. Che spiega: “Se vengono rispettati i criteri fiscali, sociali e di protezione dei consumatori non si può vietare l’attività”.

Autore: ITespresso
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