L’araba fenice di Tc Sistema

Management

Chiuso il passato con l’apertura della procedura fallimentare, la nuova Tc Sistema si prepara ad affrontare il mercato con un progetto che coinvolge alcune realtà della provincia di Milano, con l’obiettivo di diventare un’importante polo informatico.

Tc Sistema riparte da zero e si trasforma da società a responsabilità limitata a società per azioni. Le sorti, che hanno accompagnato questa società che era quotata al Nuovo Mercato ed era capitanata da Andrea Cioffi, messa in liquidazione poi la scorsa primavera, dopo estremi tentativi di aumento di capitale non andati poi a buon fine, non sono state tra le più felici. Infatti, la società aveva accumulato perdite per oltre 40 milioni e debiti per quasi 45 milioni di euro, troppi forse in un sistema economico che aveva già lasciato alle spalle alcuni cadaveri eccellenti, caduti sul campo proprio per una politica economica e gestionale azzardata. Ad agosto scorso è stato scorporato un ramo d’azienda, quello dedicato ai servizi e rilevato da una cordata di imprenditori capitanata da Alessandro Chiappini che, stipulando un contratto di affitto e preliminare di compravendita irrevocabile, ha poi costituito Tc Sistema Servizi srl. Il primo consiglio di amministrazione tenutosi il 30 settembre scorso, che casualmente ha coinciso con l’udienza che ha stabilito ufficialmente l’inizio della procedura fallimentare per l’ex Tc Sistema, ha visto la trasformazione della nuova azienda da srl a spa. Nel descrivere il vespaio che si è creato intorno alla società posta in liquidazione, l’ormai ex liquidatore di Tc Sistema, Giovanni La Croce parla di “manovra un po’ sporca da parte della concorrenza. Alcuni competitor hanno cercato di indirizzare a loro favore la procedura di vendita creando una situazione di disturbo all’iter dell’operazione”. Ma La Croce non si è lasciato sfuggire anche un commento sui fatti che poi hanno portato allo sfascio della società. “Se fossi arrivato prima – ha spiegato La Croce – sarei riuscito a salvaguardare meglio i lavoratori e i creditori. La situazione di crisi in cui versava Tc Sistema aveva bisogno di un intervento di ristrutturazione e riorganizzazione diverso rispetto a quello che si era tentato di fare in precedenza. L’errore che è stato commesso è stato quello di pensare di risistemare tutta l’azienda in toto così come si presentava. Dal mio punto di vista, sarebbe stato meglio salvare la struttura portante della società e cedere o dismettere i rami d’azienda non più ritenuti strategici”. La società parte con un capitale sociale di 630 mila euro e l’emissione di 6.300 nuove azioni del valore nominale di 100 euro l’una e un team direzionale formato da cinque membri: Chiappini, amministratore delegato, Leonardo Marone, presidente, Ugo Balestrieri, Adele Melgrati e Alberto Barzaghi come consiglieri. “Abbiamo un azionariato variegato – ha spiegato Chiappini – oltre ai 21 investitori attuali, per il 2005 è previsto l’ingresso di altri 15 nuovi soci, che avrebbero voluto entrare nella compagine già ora. Attualmente stiamo riscontrando interesse verso la sottoscrizione di capitale, anche per quote minime. La Borsa? L’entrata nel capitale di rischio, non prima del 2007 potrebbe rappresentare una conseguenza di un’operazione ragionata. Se la base azionaria continuerà ad aumentare, penso che il modo migliore per gestirla sarà lo sbarco a Piazza Affari. Tuttavia, valuteremo meglio il da farsi solo dal 2007”. La nuova spa deve però fare i conti con un’eredità che si trascina dal passato: la denominazione. Se da un lato sembra che i sottoscrittori abbiano deciso di mettersi la benda agli occhi e credere in questa nuova realtà, Chiappini dovrà fare i conti anche con i fornitori e le banche, alcuni dei quali potrebbero avere un ricordo non troppo positivo dell’ex Tc Sistema. Il nuovo amministratore non ha fatto mistero che ogni qualvolta si tratti di accreditarsi verso una nuova realtà sia necessario presentarsi con i documenti alla mano che certifichino il nuovo corso della società. Chiappini fa sapere che la nuova società cambierà l’approccio commerciale. “Nel nostro Team – dice l’amministratore delegato – non abbiamo venditori ma funzionari commerciali. Non abbiamo bisogno di persone che vendano a listino, ma funzionari che sappiano parlare e frequentare i clienti”. Intanto, prima operazione di Tc Sistema è stata l’acquisizione, dopo la scissione in sede di liquidazione, del ramo d’azienda Freestation titolare di Freestation, Freeinternet, Everywere. Attraverso l’introduzione, nell’ambito della propria offerta dei totem Wi-Fi Freestation, Tc Sistema fornirà ai propri clienti la possibilità di navigare in internet sia attraverso la connessione a banda larga, sia in modalità “senza fili” dal pc portatile o dal palmare, sfruttando appunto l’accesso Wi-Fi. Questa operazione rappresenta anche il primo passo verso la creazione di un polo informatico che coinvolgerà, tra gli altri, alcuni comuni della provincia di Milano e la stessa Tc Sistema. “Abbiamo in progetto – spiega Chiappini – di dislocare negli uffici pubblici dei comuni di Arese, Garbagnate Milanese e Cesate i nostri totem. I cittadini potranno richiedere l’accredito presso il nostro network. Inizieremo prima a entrare nelle biblioteche poi busseremo alle scuole e in terza battuta agli altri uffici pubblici”.

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