L’archeologo digitale

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I migliori esempi di musei e siti archeologici ‘virtuali’.

Nulla scatena l’immaginazione più della visita a un sito archeologico. I decori rimasti richiamano a rituali e usanze ormai dimenticate e immancabilmente si finisce per chiedersi come fosse la vita al tempo dei Greci, degli Etruschi o dei Romani. Internet sembra fatta apposta per accogliere e sviluppare argomenti come l’archeologia, grazie alla possibilità di mettere in Rete animazioni con ricostruzioni di antiche città, fornire link a documenti d’approfondimento e pubblicare immagini di reperti difficilmente accessibili al pubblico. In Italia sono ben pochi i siti e i musei archeologici che hanno curato questo canale di comunicazione. Un vero peccato vista la ricchezza del patrimonio nazionale in questo campo. Musei come quello archeologico di Napoli, forse il più importante d’Europa, ha un sito () molto lineare, aggiornato sporadicamente e composto principalmente da testi descrittivi e immagini a bassa risoluzione, che poco aiutano ad attrarre visitatori nelle sue pur ricchissime sale. Per fortuna la Soprintendenza archeologica di Pompei ha allestito uno dei siti Web meglio concepiti () in questo campo, sfruttando molte delle potenzialità del mezzo elettronico. Dalle sue pagine si possono seguire i passi avanti nel restauro di alcuni affreschi e nello scavo di zone rimaste per il momento inesplorate non solo di Pompei, ma anche Ercolano, Oplontis, Boscoreale e Stabia. Riguardo a tutti questi straordinari siti archeologici troverete informazioni con dovizia di particolari sulla storia degli scavi, le modalità di visita e i nuovi ritrovamenti. Per Ercolano è previsto un virtual tour nei luoghi più rappresentativi. Non solo: sono accessibili anche estratti da scritti antichi sull’eruzione del Vesuvio, come la Lettera di Plinio il Giovane redatta pochi giorni dopo l’accaduto, e letture di brani famosi, come la visita di Goethe agli scavi. I curatori del sito hanno pensato pure ai bambini, creando delle animazioni con protagonista Caius, uno scugnizzo pompeiano che attraverso le sue avventure fa conoscere la vita quotidiana e la cultura romana del tempo. Non manca il collegamento alle organizzazioni che propongono visite tematiche agli scavi e alle prenotazioni on-line. Ottima è pure la presentazione del sito dei Musei Capitolini di Roma, . Nelle sei sezioni in cui è divisa l’informazione per visitatori e studiosi c’è praticamente tutto: dalla biglietteria on-line o tramite SMS alla visita virtuale della Piazza, della Sala degli Arazzi, del cortile del Palazzo dei Conservatori e della Terrazza Caffarelli scaricando gratuitamente un filmato in formato QuickTime. La stessa sezione in cui si ripercorre la storia del prestigioso complesso museale è organizzata con una logica visiva, per cui si può seguire le differenti fasi scorrendo con il mouse lungo un diagramma che fa apparire il testo relativo e le opere più rappresentative della collezione capitolina. All’affascinante terra umbra e alle sue ricchezze rende merito il sito che racchiude le informazioni sul Museo Archeologico Nazionale di Perugia, su quello d’Orvieto e sui siti archeologici principali di quel territorio. Digitando avrete accesso a una panoramica dettagliata di quel mondo, potrete fare un giro virtuale nel museo di Perugia e scaricarvi, fra l’altro, il video (in formato Real Video) sul ritrovamento e restauro del bronzo di Germanico, uno dei capolavori dell’arte romana. Spostandoci più a Nord, troviamo un esempio di cosa significa usare l’impianto ipertestuale per offrire informazioni: il sito del Museo Archeologico di Aquileia (), contenente anche notizie sul museo paleocristiano e sulle zone archeologiche del territorio. Sala per sala si scopre l’inestimabile valore dei reperti di una terra che ebbe una grande importanza al termine dell’Impero Romano e nell’Alto Medioevo, con l’ausilio anche di finestre pop-up su argomenti correlati. Progettato in un’ottica di servizio è anche il sito del Museo Archeologico dell’Alto Adige di Bolzano (), un esempio da seguire per l’efficacia della sua comunicazione e la facilità con cui si reperiscono le informazioni. Oltre alla descrizione delle varie sezioni da cui è composto, il sito dedica molto spazio alla maggiore attrattiva del museo, la mummia dell’Uomo venuto dal ghiaccio, proponendo la ricostruzione del suo abbigliamento ed equipaggiamento a partire dai reperti ritrovati. Una pagina di link ben selezionati (agenzia di soggiorno, aeroporto, ferrovie, Comune di Bolzano…) soddisfano gran parte delle esigenze di visitatori e un motore di ricerca trova l’itinerario più breve per arrivare al museo anche dall’estero.

Autore: ITespresso
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