Larry Page (Google): Siamo ottimisti sul futuro

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Larry Page (Google): Siamo ottimisti sul futuro
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In occasione dell’annuale assemblea degli azionisti, il Ceo e co-fondatore di Google, Larry Page, ha parlato di driverless cars, diversità e distopia al cinema

Larry Page, Ceo di Google, è intervenuto all’assamblea annuale degli azionisti, parlando a 360 gradi, perfino di cinema. Una volta Google era un motore di ricerca, oggi è un’azienda che investe in self-driving cars, sta collaborando in Project Jacquard con il marchio di jeans, Levi Strauss, a vestiti realizzati in fibra speciale con funzionalità touch-screen e ha lanciato perfino lenti a contatto per diabetici.

Il Ceo e co-fondatore Larry Page ha parlato di driverless cars, diversità e distopia. Ha anche fatto critica cinematografica, per spiegare che i film di Hollywood sulla tecnologia sono troppo catastrofisti (come in Wall-E battono sul tasto della distopia), invece che spiegare i vantaggi di un futuro più smart.

Sulle self-driving cars, il Ceo di Google ha spiegato che le automobili autonome senza pilote sono ormai prossime a non necessitare di intervento umano. A capo del progetto c’è l’altro co-fondatore Sergey Brin, che ha confermato che gli incidenti sono rarissimi, 11 in sei anni – saliti a 12 nel week-end -, nessuno causato dalle Google car.

Larry Page (Google): Siamo ottimisti sul futuro
Larry Page (Google): Siamo ottimisti sul futuro

In tema di necessità di assumere più donne e più persone appartenenti a minoranze, Google ha affermato che le sta a cuore la diversity: le donne impiegate rappresentano il 30% (le donne assunte in ryuoli tecnici sono salite dell’1%); i dipendenti ispanici sono al 3%, mentre i neri al 2%. Drummond conferma alcuni progressi, ma ammette che serva un approccio proattivo: a tal fine, Gogle ha ampliato da 115 a 150 milioni di dollari, il fondo per iniziative legate alla diversity. Il progetto Google in Residence porta gli ingegneri di Google come professori, mentori ed adviser in college storicamente neri come Howard, Morehouse e Spelman: l’idea serve a invogliare gli studenti a prendere in considerazione una carriera nell’IT dopo la scuola.

Infine, ha parlato di cinema: il Ceo Larry Page preferisce una buona dose di ottimismo alla distopia.

 

Autore: ITespresso
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