L’Associazione Plio scrive una lettera aperta a Microsoft

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L’associazione che si occupa della suite libera per ufficio OpenOffice.org per l’Italia, chiede a Microsoft di mettere al centro gli utenti

L’Associazione Plio, che si occupa della suite libera per ufficio OpenOffice.org per l’Italia, scrive una lettera aperta a Microsoft.

Il colosso di Redmond giovedì sera ha annunciato una svolta nell’ interoperabilità e nell’open sourc e: la svolta ha suscitato freddezza da parte dell’Unione europea, che ha chiesto meno annunci e più concretezza. L’Associazione Plio si dimostra invece più possibilista e chiede a Microsoft di mettere al centro gli utenti. Riportiamo qui di seguito il testo integrale della lettera.

Benvenuta, Microsoft. Oggi, sulla scorta del vostro annuncio, siamo pronti a collaborare con voi per la promozione dei formati aperti, per sostenervi in quello che per voi è sicuramente un percorso nuovo nell’area delle suite per ufficio. Siamo pronti a collaborare, ma saremo anche dei critici severi e inflessibili di fronte a ogni incertezza e a ogni sbandata. L’interoperabilità non ammette trucchi e mezze misure: è una scelta di parte, quella degli utenti. Noi siamo più possibilisti della Commissione Europea, che ha sottolineato come questo sia il quarto annuncio Microsoft sull’argomento dell’interoperabilità, senza ricadute – fino a oggi – sulla strategia dell’azienda. Riteniamo opportuno sperare che questa volta, per diversi motivi – tra i quali la nostra opposizione costruttiva a una prematura approvazione del formato dei file di Office 2007, che continuerà se non verranno apportate tutte le necessarie modifiche – ci siano più probabilità che in passato perché le parole diventino fatti. Allo stesso tempo, invitiamo le aziende che, insieme a noi, sostengono il formato ODF – e quelle che fanno parte della comunità OpenOffice.org: Sun, IBM, Novell e Red Flag – a lavorare per una piena interoperabilità, adesso che gli impedimenti tecnici e legali stanno per cadere, per consentire agli utenti di Microsoft Office di parlare in modo trasparente con quelli di OpenOffice.org, e viceversa. Chiediamo che l’industria del software, che non ha sede a Redmond, si impegni insieme a noi per far diventare ODF uno standard più diffuso. Se questo succederà avranno vinto gli utenti, e insieme a loro il mercato. Italo Vignoli per l’Associazione PLIO“.

Autore: ITespresso
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