L’attacco dei pc agli smartphone

Management

Quanto resta al canale di un notebook che costa 745 dollari, di un netbook da 410 dollari, di un telefono da 508 dollari, di uno smartphone con contratto da 1.500 dollari? Poco, troppo poco, soprattutto se i mercati dei pc e degli smartphone collidono

L’industria del pc ha sferrato un attacco molto forte a quella degli smartphone. E’ quanto emerso dall’incontro che Canalys ha tenuto quest’anno alle porte di Londra e che si è focalizzato sul mercato delle mobilty, dove notebook e smartphone stanno ridefinendo regole di mercato, modelli distributivi, player.

I dati snocciolati dai vari analisti – Steve Brazier in primis, presidente e Ceo di Canalys – parlano di un mercato che sta confondendo ruoli e strategie :chi fa smartphone vuole entrare prepotentemente nel mondo Pc ( Nokia è l’ultima in ordine di tempo , ma Apple ne è stata l’artefice , cosi come Samsung cresce – ne restano fuori consciamente Rim, Htc, Motorola); ma soprattutto chi fa netbook lancia prodotti che si posizionano nel mercato smartphone: un esempio per tutti, Acer e Dell gli ultimi entrati. Destabilizzando margini e regole finora chiare, e rimescolando le carte anche tra i leader: oggi i migliori pc vendor continuano ad essere Hp, Acer, Dell e Lenovo con un fatturato complessivo di 161 miliardi di dollari; mentre,Nokia, Rim , Apple e Htc guidano il mercato smartphone, con un giro d’affari di 281 miliardi di dollari. La spesa globale degli utenti finali nel mondo smartphone nei primi sei mesi del 2009 è stata però di 32 miliardi di dollari, contro i 74 miliardi di dollari del comparto dei pc mobile (notebook e netbook insieme). Ma domani? Cambieranno i pesi?

Non è questo l’unico dilemma. Se finora il mondo pc si è concentrato sul monopolio Wintel, che vale 376 miliardi di dollari (di cui a Microsoft il 71% e a Intel il 29%), il mondo Quandroid cuba già 258 milioni di dollari (a Google il 70%, a Qualcomm il 30%).Quale l’equilibrio futuro?

Soprattutto guardano a una “inquietante” analisi di Brazier che mostra come nella lotta sfrenata a prezzi sempre più competitivi – sia di pc mobile sia di smartphone – i margini bassi quasi non giustificano la presenza di molti operatori ma richiedono che i vendor differenzino la loro offerta e non la omologhino. Alcuni esempi eclatanti: di un notebook venduto a 745 dollari resta un margine di 108 dollari all’intera catena del valore, di cui solo 0,2 centesimi (pari allo 0,2%) al distributore e 4 dollari (pari al 3,8%) al retailer. Mentre un netbook da 410 dollari lascia nelle tasche della filiera 35 dollari di guadagno, di cui a Wintel 27 euro, al vendor 0,2 centesimi, al distributore 0,1 centesimo e al retail 0,7 centesimi (il 2%).

Lo stesso ragionamento può essere fatto per quanto riguarda gli smartphone. Un semplice telefonino senza contratto, da 508 dollari, lascia complessivamente un margine di 129 dollari, di cui 54 al vendor e 7 al retail; se venduto con contratto per un valore di 1.573 dollari lascia alla filiera 547 dollari di guadagno, di cui 410 all’operatore di telefonia (ben il 75%) e 14 dollari al canale (3%). L’operatore di telefonia gioca un ruolo chiave in questo mercato.

E’ necessario – precisa Brazier – che gli attori seguano alcune regole chiare in un momento in cui i pc mobile attaccano il mondo degli smartphone:i vendor di smartphone devono assolutamente proteggere la loro differenziazioni, anche se necessariamente nei prossimi due anni si andrà incontro a un consolidamento di offerta. E’ un mercato in cui si opera con diversi sistemi operativi proprietari, a differenza del mondo pc legato al monopolio Wintel. Q uesta molteplicità preserverà il mercato che volverà presumibilmente a favore di Google e del suo Android . Siamo in un’ industria che fa rapide innovazioni: Android un paio di anni fa non esisteva e ora sta ridefinendo gli equilibri. Ma sarà sempre gratuito?I servizi rimarranno strategici per arrotondare i margini nel mercati smartphone, per tutti gli attori, cosa ormai matura nel mercato pc. La spinta agli smartphone propagata dal consumer potrebbe influenzare anche le aziende, che oggi non stanno sostituendo i pc mobile”.

Difficile rispondere senza sfera di cristallo a cosa succederà nei prossimi anni: si invoca il mantenimento della differenziazione nel mercato degli smartphone, ma nello stesso tempo una razionalizzazione. L’innovazione continua lascia aperti gli scenari.

Di’ la tua in Blog Cafè: La rincorsa di Lenovo

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore