L’Attuazione dell’e-government nei sistemi regionali

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Siamo ormai entrati nella seconda fase dell’e-government che vede
l’importante coinvolgimento degli enti locali, in particolare le Regioni.

ROMA. Questa mattina si tiene a Roma presso la sala Tirreno della Regione Lazio un’interessante convegno dal titolo L’attuazione dell’e-government nei sistemi regionali che si propone l’obiettivo di favorire la concertazione e la partecipazione attiva degli attori locali alle politiche per la seconda fase dell’e-government. L’evento costituisce l’occasione per continuare il confronto ed il dialogo con le Regioni finalizzato a rafforzare la visione condivisa tra Centro e Sistemi Locali per attuare le politiche della seconda fase di attuazione dell’e-government. Le politiche per favorire la diffusione dei servizi ai cittadini e alle imprese attraverso il riuso delle soluzioni, l’inclusione dei piccoli Comuni nei processi innovativi saranno questi alcuni dei temi centrali della nuova fase dell’e-government sul territorio che saranno affrontati nel corso della giornata. Si farà, inoltre, il punto sullo stato di attuazione dei progetti della Regione Lazio e sugli obiettivi per il futuro. Nel corso del convegno il Ministro Stanca ed il Presidente della Regione Lazio, Francesco Storace, firmeranno la convenzione per la costituzione del Centro Regionale di Competenza del Lazio. Il convegno, si inserisce nel ciclo di eventi su L’attuazione dell’e-government nei sistemi regionali promossi dal Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie, nell’ambito del Piano di Comunicazione per l’e-government realizzato dal Formez. Il Convegno in argomento assume una particolare rilevanza in quanto costituisce un’occasione importante per fare il punto sull’attuazione del piano di e-government presso le realtà locali. Come e’ noto la prima fase di attuazione dell’e-government nelle Regioni e negli Enti locali si e’ sviluppata, tra ottobre 2001 ed aprile 2003, secondo tre linee di azione tra loro fortemente interrelate e cioè la promozione di progetti di e-government presso le Regioni e gli Enti locali volti allo sviluppo di servizi infrastrutturali (principalmente Regioni e Province) e di servizi finali per cittadini e imprese (principalmente Comuni e Comunità montane); la definizione di un comune quadro di riferimento tecnico, organizzativo e metodologico per la realizzazione dei progetti di e-government; la creazione, articolata su tutto il territorio nazionale, di centri regionali di competenza (CRC) per l’e-government, costituiti in collaborazione con Regioni ed Enti locali, ed aventi come principale obiettivo il sostegno alle Regioni ed agli Enti locali alla preparazione ed alla realizzazione di progetti di e-government. La seconda fase dell’e-government ha come prerequisito la definizione di una visione strategica comune tra Stato, Regioni ed Enti locali, che e’ contenuta nel documento L’e-government per un federalismo efficiente: una visione condivisa, una realizzazione cooperativa. In particolare bisogna tener conto che spesso i sistemi federati di settore, e, più in generale le soluzioni di e-government, hanno un alto grado di replicabili nei diversi territori regionali, cioè e’ possibile trasferire le soluzioni realizzate per una amministrazione, in un’altra amministrazione dello stesso tipo. Tale trasferimento può essere realizzato attraverso un accordo quadro a livello nazionale con Regioni, Comuni, Province e Comunità Montane. L’accordo quadro deve essere articolato, a livello nazionale, secondo azioni di settore, che vedono, per ogni settore, la condivisione delle amministrazioni centrali di riferimento, delle Regioni, dei Comuni, delle Province e delle Comunità Montane. I settori coinvolti sono quelli relativi ai principali sistemi federati, quali ad esempio il sistema del lavoro, della sanità, del fisco, della cultura, dell’ambiente, della formazione.

Autore: ITespresso
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