L’aumento del canone Telecom dovrebbe dimezzato

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Dopo le proteste dei concorrenti di Telecom Italia a Bruxelles contro le decisioni dell’AgCom, si va verso un rialzo di 90 centesimi, meno dell’1,75 euro annunciato. Ma un altro fronte caldo è quello delle reti Ngn

Il canone Telecom aumenterà, ma meno del previsto. La C.I.R, la Commissione

Infrastrutture e rete dell’AgCom guidata da Corrado Calabro’, sta per varare un rialzo di 90 centesimi: poco più della metà rispetto all’1,75 euro precedentemente annunciato. Hanno sortito un effetto le proteste sollevate dalle associazioni consumatori contro l’aumento del canone Telecom in undbundling, ma anche dai rivali delle Tlc , riunitisi ieri a Bruxelles presso il Commissario Ue, Viviane Reding, per chiedere all’Unione europea di vigilare con occhi ben aperti.

Contro l’aumento del canone, il Codacons ha risposto con un ricorso al Tar. Ma la bufera contro l’attivismo dell’AgCom, di solito molto lenta, dovrebbe portare oggi a un ripensamento: il dimezzamento dell’aumento del canone.

Rimane aperto anche un altro fronte caldo: quello relativo al progetto Ngn (Next generation network), per il quale servirebbe un New deal (parole dell’ad Franco Bernabè) in fibra ottica, in attesa di conoscere i risultati del Rapporto sulla banda larga, in corso di redazione da parte di Francesco Caio. Le reti Ngn dovrebbero costituire la spina dorsale dell’innovazione tecnologica in Italia, ma c’è chi teme, che dopo la querelle sul canone fisso, possa rivelarsi una nuova occasione sprecata.

Il tutto mentre, in Gran Bretagna, Virgin Media lancia un abbonamento in banda larga da 50 Mega, nove volte più veloce della media inglese: anni luce dalla media italiana, bloccata da tempo immemore in un paralizzante Digital divide.

Autore: ITespresso
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