Lautotutela dei providers

CyberwarSicurezza

E forse lunico modo per difendersi dallenorme diffusione dei reati in rete.

ROMA. E ormai scoppiata unautentica guerra contro i siti specializzati nella duplicazione e distribuzione di materiale software illegale, molti dei quali in grado di fornire strumenti per la decodifica satellitare. E il caso di www.vaticancity.it, www.cavalieritemplari.it, www.infido.com, www.lorys.it, www.h4ck3rs.it tutti oscurati e rimossi a seguito dellintervento delle Unit Speciali della Guardia di Finanza – Nucleo Speciale per la Radiodiffusione ed Editoria, su disposizione della Procura della Repubblica di Arezzo. Ma anche il caso di Axtermixsat.com, sito che si occupava di decodifica di smart card sottoposto a sequestro dal Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni dellEmilia Romagna su disposizione della Procura della Repubblica di Forl, oppure di http://go.to/blackmarket che ha avuto un momento di triste fama per aver diffuso informazioni necessarie al fine di aprire il nuovo livello di codifica del Seca (la 2^ versione), che la tecnologia su cui si basano le nuove card di tele+. Naturalmente anche in tale occasione inevitabile il sequestro del sito e relative indagini. Come se non bastasse si sono aggiunti anche i recenti casi di zerohack.it e Alexmessomalex.com anchessi accusati di diffondere materiale illegale ed oscurati non dalla Procura, bens dallo stesso provider Aruba. E nota come operazione anticracking ed ha avuto diffusione su tutto il territorio nazionale, si tratta di una delle operazioni pi imponenti nel campo della tutela del software e della pirateria informatica ed i siti indicati costituiscono solo una minima parte di quelli oggetto dindagine. In effetti molti siti internet apparentemente innocui costituivano terreno fertile per lacquisizione illegale (download) di programmi informatici tutelati dal diritto dautore o per la diffusione e distribuzione di codici pirata indispensabili per la contraffazione e duplicazione di smart card e videogiochi. Come ben noto la normativa in materia piuttosto severa sia dal punto di vista penale che amministrativo, basti pensare allart. 171-bis della legge sul diritto dautore come modificato dalla legge n. 248/2000 oppure al d.lgs. n. 373 del 15 novembre 2000 specie avuto riferimento agli artt. 1, 4 e 6. Ma indicativo in materia il comportamento di alcuni providers come Aruba che hanno deciso di prendere le distanze da tali fenomeni oscurando autonomamente i siti sospetti. Comprensibile lazione di tali societ, che rischiano di trovarsi coinvolte in procedimenti giudiziari di natura penale per non aver controllato il contenuto di determinati siti. Attivit, questa, particolarmente difficile per le grandi aziende che gestiscono un traffico considerevole di siti Internet. Intanto, per, se un sito on line il merito del provider. E, quindi, ancora molto fumosa questa responsabilit degli ISP, ma lavvento di determinate leggi come la n. 269/98 in tema di pedofilia (v.) ha ulteriormente aggravato la posizione di queste societ. In sintesi si possono configurare in materia le seguenti responsabilit 1. il provider potrebbe essere considerato autore del reato di diffusione in rete di contenuti illeciti, specie quando lo stesso agisce come moderatore di un newsgroup o di una mailing-list e provvede al controllo dei messaggi. 2. Sempre il provider potrebbe essere ritenuto responsabile a livello di concorso qualora abbia consapevolmente fornito laccesso a dati illeciti immessi da altri in rete. Tale costruzione, per, trova un grosso ostacolo nellenorme difficolt di provare il dolo (Seminara, La responsabilit penale degli operatori su Internet in Il diritto dellinformazione e dellinformatica, 4/5, Milano, 1998). 3. Infine c chi ritiene che possa configurarsi una responsabilit a titolo di colpa del provider per non aver controllato i contenuti del sito immesso in rete e quindi impedito levento illecito. Probabilmente la soluzione migliore potrebbe essere quella di limitare la responsabilit del provider, sulla scorta di quanto previsto dalla legge penale tedesca, solo in quei casi in cui il controllo dei contenuti immessi in rete sia possibile tecnicamente e sia esigibile (MANNA, Considerazioni sulla responsabilita penale dellInternet provider in tema di pedofilia in Il diritto dellinformazione e dellinformatica, n. 2, Milano, 2001). Nel dubbio, comunque, meglio sospendere autonomamente il sito o fornire la massima collaborazione agli organi giudiziari.[ STUDIOCELENTANO.IT]

Autore: ITespresso
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