Lawrence Lessig auspica Internet libera anche in Italia

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Sabato si è svolta a Roma la Festa del Pirata. Invece Lawrence Lessig, uno dei fondatori delle Creative Commons, parla di Internet, dei tentativi di imbavagliare la Rete e dei rischi di censura nel mondo

In Italia il Ddl D’Alia e la proposta di Legge Carlucci fanno temere tentativi di imbavagliare la Rete italiana. Due eventi, svoltisi in Italia a distanza di poche ore, hanno cercato di fare il punto contro i rischi di censura nel mondo, ed in particolare in Italia: a Roma si è tenuta la Festa del Pirata, mentre a Milano Lawrence Lessig, uno dei fondatori delle Creative Commons, ha partecipato a

Meet the Media Guru “, organizzato da Maria Grazia Mattei in collaborazione con Provincia e Camera di Commercio di Milano. Lessig ritiene che Internet debba restare libera, anche per promuovere la mobilitazione collettiva che, come ha insegnato Gandhi, è la chiave per risultati insperati in tema di e-democracy.

A Roma al Teatro delle Arti in piazza Giovanni da Triora, alla Garbatella, si è invece svolta sabato 28 marzo la Festa del Pirata, per contrastare le normative sempre più restrittive e per far emergere un’alternativa basata su collaboration e condivisione. Alla festa hanno fatto la parte del leone il Peer-to-peer (P2p), i tool anti censura, la tutela dell’anonimato, OpenDns, Pgp o Tor .

La Rete italiana da settimane è in fibrillazione a causa del Pacchetto Sicurezza , in cui l’ emendamento D’Alia rappresenta una spada di Damocle sul Web 2.0 italiano, ma anche per una serie di proposte di legge che, dagli onorevoli Carlucci a Barbareschi , vogliono “regolamentare” Internet e copyright. Ma regole anacronistiche rischiano di ingessare il passato, e chiudere le porte al futuro.

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