Lcd senza se e senza ma

Workspace

È la strategia di Sharp nei confronti dei Tv di prossima generazione, destinati a sostituire i vecchi televisori catodici e anche quelli al plasma, con l’aiuto della Grande Distribuzione, dove è in arrivo una valanga di 32 pollici wide screen a prova di shortage

La perla della produzione Sharp è senza dubbio il televisore Lcd in alta definizione da 65 pollici. Uno schermo imponente in grado di farvi apprezzare in tutti i dettagli anche le ciglia di una farfalla. Difficilmente però lo troverete nelle superfici della Grande Distribuzione, visto che per i Tv di alta gamma Sharp privilegia il canale dei negozi e della distribuzione specializzata, come Mediamarket, Trony, Unieuro, Euronics, Gruppo Gre, a cui vendono direttamente, come alla GDO d’altronde. Alle grandi superfici del food, vale a dire Carrefour, Auchan, Darty, l’azienda ha destinato i piccoli schermi da 20 pollici e sempre più quelli da 32. “Fino all’anno scorso erano i 15 pollici a fare la parte del leone”, spiega Andrea Tito, Product Manager Lcd-Tv Divisione Audiovideo di Sharp Electronics Italia. “Con l’abbassamento progressivo dei prezzi si è passati al 20 pollici che da solo in questo momento rappresenta il 40% del mercato in volume (il costo ormai spazia dai 500 ai 600 euro l’uno). I prodotti che sono destinati a farla da padrone, d’ora in poi sono però i wide screen, della stessa proporzione di uno schermo cinematografico 16:9, soprattutto 26 e 32 pollici. Saranno loro a sostituire i classici televisori da salotto a 28 pollici. La fascia di mercato di questi prodotti sta crescendo e rappresentano già il 30% del mercato, in Italia ne sono stati venduti 750 mila pezzi da agosto 2004 ad agosto 2005. È stato l’abbattimento dei prezzi, circa il 20% l’anno, il propulsore di questo segmento, anche se lo shortage di questo periodo fa pronosticare una fase di stabilità almeno fino alla primavera avanzata. Ma ad accelerare il processo di sostituzione dei vecchi televisori catodici è stato anche l’ingresso nella Grande Distribuzione, che si è attrezzata con spazi adeguati a favorire il sellout e gli eventi mediatici: ci si aspetta un’impennata per le olimpiadi invernali e ancora di più per i mondiali del prossimo anno”.

Autore: ITespresso
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