Le ambizioni di Google per il 2009

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Partendo dalla ricerca online, dove Google domina incontrastato, il motore di ricerca vuole adesso farsi largo nel mercato Saas con Google Apps, nella telefonia mobile con Google Android, nel cloud computing e nel mercato browser con Google Chrome

Il 2008 ha visto Google svelare nuove frecce alsuo arco: Google Chrome nel mercato browser (contro I nternet Explorer, ma anche contro Mozilla Firefox);

la piattaforma open source di Google Android nel mercato della telefonia mobile (contro Windows Mobile di Microsoft, ma anche contro Apple iPhone);

maggiore integrazione nell’ufficio sul Web (di fascia enterprise) di Google Apps grazie al debutto di Google Docs e Google App Engine (contro Exchange e l’Office online di Microsoft, in arrivo nel 2009).

Google Apps, che combina Docs con Gmail e Calendar, sfida Microsoft Office e Exchange, segna l’ingresso definitivo di Google e nel cloud computing e nel mercato Saas (software as a service), nel mercato enterprise b2b, mentre mantiene un approccio consumer, se sostenuto dall’advertising online.

L’uscita dalla beta di Chrome 1.0 ha poi dimostrato che Google vuol fare sul serio nel mercato browser: Internet Explorer 8, ora in beta 2, e Firefox 3, prossimo alla 3.1, ma anche Opera e Apple iPhone, sono avvisati.

Ma a impressionare nel 2008 è stato Google Android, la piattaforma libera per la telefonia mobile: dopo il lancio del touchscreen T-mobile G1 (su dispositivo

di Htc), completamente integrato con i servizi di Google (le mappe di Google Maps, Gmail eccetera), nel 2009 arriveranno una raffica di Google-fonini (sono in cantiere, pare, quello di Samsung, di Sony Ericsson su X1 Xperia, il G2 di Garmin eccetera: tutti vogliono il proprio Gphone).

Ma Google, il cui storico motto Don’t be evil (insieme all’uso dell’open source) l’aveva finora protetta dalle accuse di “monopolio“, nel 2008 ha iniziato a scricchiolare: Google ha iniziato ad essere percepita non più soltanto come l’ex start-up innovativa e fresca degli esordi, ma piuttosto come l’anti-Microsoft aggressiva e ambiziosa, sì intelligente, ma pur sempre speculare alla “monopolista” Microsoft.

Nel 2008 Google ha così dovuto difendere l’acquisizione di DoubleClick, di fronte all’Antitrust, ma, nell’accordo sulla ricerca online con Yahoo!,

ha dovuto fare una clamorosa inversione a U, accusata di “abuso di posizione dominante” (se fosse andata avanti nella partnership, poi naufragata) anche dagli inserzionisti Usa.

La fine della partnership, mai decollata, con Yahoo! ha già significato una cosa: l’addio del Ceo Jerry Yang, per cui ora Yahoo! è in cerca di un nuovo Ceo. Ma soprattutto un’altra cosa: Google sa benissimo che il prossimo passo potrà essere un a ccordo parziale, relativo alla ricerca online, tra Microsoft e Yahoo!. Quell’intesa che Google teme di più, perché potrebbe rappresentare l’assalto finale all’impero (di Google) nell’advertising online legato al search.

Se Google sfida Microsoft su altri mercati (Saas, cloud computing, browser, telefonia mobile), nel 2009 forse dovrà passare alla difensiva: proteggere il proprio predominio nel mercato dei motori di ricerca e del ricco mercato della pubblicità online, da un ritorno di fiamma di Microsoft (chissà se alleata a Yahoo!). Insomma, ne vedremo delle belle.

Autore: ITespresso
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