Le aziende Ict al governo Berlusconi: Appello per la banda larga

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L’appello è firmato da Iab Italia, Confindustria, Upa,  Assocomunicazione, Assorel, Aesvi, Fedoweb, Altroconsumo, Cittadinanzattiva, Adiconsum e La Casa del Consumatore. Bisogna superare il Digital Divide e definire subito la tempistica dello sblocco dei fondi

Le Associazioni che riuniscono le principali aziende attive nell’Ict, pubblicità e comunicazione, editoria e alcune tra le più importanti Associazioni consumatori, scrivono al governo Berlusconi. L’appello per la banda larga è firmato da Iab Italia, Confindustria, Upa, Assocomunicazione, Assorel, Aesvi, Fedoweb, Altroconsumo, Cittadinanzattiva, Adiconsum, La Casa del Consumatore.

L’Appello sottolinea “l’importanza di una rapida approvazione da parte del Comitato interministeriale per la programmazione economica delle risorse previste dalla Legge 18 giugno 2009, n. 69, pari a 800 milioni di euro per gli investimenti finalizzati allo sviluppo dell a banda larga nel nostro Paese”.

Poiché pare che il governo non abbia ancora definito la roadmap per portare all’approvazione del Cipe i fondi, le aziende dell’Ict chiedono che “anche a seguito degli interventi ‘straordinari’ previsti per la superare la crisi, non si possa procedere con maggiore tranquillità attraverso politiche di sviluppo“.

A IAB Forum , la più importante manifestazione italiana relativa alla comunicazione interattiva, – di fronte a circa 8.000 persone – il mondo dell’industria e dell’economia, insieme alla comunità scientifica ed alla rappresentanza dei consumatori, hanno ribadito con forza come l’Italia debba puntare su una exit strategy hi-tech: “Anche il nostro Paese debba puntare sull ‘innovazione tecnologica delle imprese, delle pubbliche amministrazioni e delle famiglie per uscire dalla situazione attuale ed avviare un rapido rilancio della nostra economia e dell’occupazione, accelerando l’uscita dalla crisi”.

L’Appello delle aziende Ict si conclude così: “Il governo ha sempre ribadito l’importanza del superamento del digital divide – tramite investimenti in nuove tecnologie e sviluppo della banda larg a – come volano per il rilancio della competitività per le PMI italiane, l’avvicinamento della Pubblica Amministrazione ai cittadini e la creazione di posti e opportunità di lavoro. La banda larga oggi non è un’opzione facoltativa ma un’infrastruttura necessaria per lo sviluppo economico, sociale e culturale del Paese.

E’ indispensabile che l’Italia non perda altro tempo e prenda decisioni, come stanno facendo altri Paesi europei, con prospettive di medio-lungo termine affinché possa restare uno dei player principali delle economie avanzat e”.

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Autore: ITespresso
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