L’IT nella maglia della cyber censura in Cina

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Le mappe di Google rischiano in Cina. Dopo il cyber attacco a Google nel 2010 e a Gmail di recente, un altro ostacolo per Google a Pechino

Google ha accusato la Cina di aver bloccato Gmail, anche se Pechino ha rigettato l’accusa. Ora lo State Bureau of Surveying and Mapping afferma di non aver ricevuto un’applicazione da Google per mantenere l’offerta del servizio di mappe in Cina, come richiesto dai regolamenti annunciati a maggio scorso.

Mentre Baidu sta ampliando il suo progetto “monopolistico” in Cina, dove sta per sfidare Google sul terreno dei browser per la navigazione in internet, Google deve affrontare il nuovo guaio in Cina: riguardo alle mappe. E un opinionista del People’s Daily ha paragonato il motore della BigG alla British East India Company all’alba della “guerra dell’oppio“. In Cina Google ha perso terreno scendendo nel quarto trimestre dal 21.6% al 19.6%, mentre il locale motore Baidu è salito dal 73% al 75,5%. La guerra delle mappe scoppia dopoché a febbraio è stata data licenza a Baidu e Sina (frutto di una joint venture di Nokia con China Moibile),

Ma i Big IT finiti nella maglia della cyber censura in Cina non si limitano a Google. In Cina, un mercato di 457 milioni di cyber-nauti, sono al bando la pornografia, il gioco d’azzardo e i contenuti scomodi (sono filtrate dal Grande Firewall parole come democrazia, Tienanmen ecctera). In Cina gli utenti non usano Facebook (ufficialmente vietato, anche se è raggiungibile con un “trucco” via VPN) ma il sito di social netywork QQ.com di Tencent e accedono al portale Sina. Censurati o bloccati sono inoltre Twitter, la versione cinese di BBC News e Wikipedia ed altri siti.

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Google e Cina ai ferri corti: per le mappe
Google e Cina ai ferri corti: per le mappe
Autore: ITespresso
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