Le banche potenziano loutsourcing

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Obiettivo 2003 fiducia del cliente e contenimento dei costi afferma il presidente dei Financial Services di Unisys

Nel 2003 il successo degli istituti finanziari dipender dalla capacit di dare in outsourcing alcuni servizi al fine di contenere i costi, dallattitudine a migliorare la tecnologia dei canali di per raggiungere gli obiettivi aziendali, e da un maggior impegno nelle problematiche di sicurezza, secondo Dominick Cavuoto, presidente della practice Global Financial Services di Unisys Corporation. Unisys fornisce soluzioni tecnologiche e strategiche a 41 delle 50 banche leader a livello mondiale. Cavuoto ritiene che la crescente concorrenza cos come le condizioni aziendali post Enron stimoleranno i consigli di amministrazione a esaminare nel dettaglio i profitti degli istituti finanziari, richiedendo quindi un maggiore valore per gli azionisti. Tali pressioni porteranno le aziende ad affidarsi maggiormente a un programma di services/business process outsourcing (BPO), che permetta loro di contenere al meglio i costi. Cavuoto prevede che nel 2003 quasi tutte le maggiori banche americane che gestiscono numerose operazioni di pagamento avvieranno in sequenza una fase di valutazione e di appalto, oppure daranno direttamente il via alloutsourcing per gestire le funzioni di controllo e altre operazioni collegate. Considera inoltre leventualit che le banche decidano di commissionare allesterno anche altri servizi, come la gestione di ipoteche, carte di credito e anche alcune attivit specifiche del Customer relationship management (CRM). Soffermandosi sullimportanza di Internet, Cavuoto precisa che nonostante i clienti utilizzino i siti delle proprie banche per effettuare operazioni generiche, la vendita dei servizi finanziari dipende sempre da trattative tte–tte. Per il 2003 prevede un aumento del 6-8% nel fatturato relativo ai servizi finanziari gestiti con Internet; sostiene inoltre che, nei prossimi anni, la possibilit di utilizzare Internet crescer grazie al mezzo strategico del CRM che, con estrema efficacia tecnologia, riunisce vendite tradizionali e funzioni commerciali. Cavuoto immagina che in un futuro non molto lontano un cliente possa vistare il sito Internet di una banca e utilizzare una password sicura per accedere a un portale sofisticato che gli permetta di controllare il saldo dei vari conti, trasferire fondi, accendere unipoteca, pagare con la carta di credito ed eseguire altre transazioni. La questione che forse nuoce maggiormente alla fiducia del cliente il controllo pi attento in fatto di sicurezza e solidit finanziaria, necessario in seguito allo stato di incertezza creatosi dopo l11 settembre e gli ultimi scandali finanziari. Le nuove norme di sicurezza e di lotta al riciclaggio introdotte nel Patriot Act sono solo una delle conseguenze pi recenti. Cavuoto sostiene che le banche americane dovranno destinare il 10-15% del budget IT allinvestimento in uninfrastruttura che possa risolvere le questioni di sicurezza. Vede inoltre un vantaggio competitivo negli istituti finanziari che decidono di sottolineare il tema della sicurezza, in quanto la fiducia assume un valore ben preciso. Le banche che emergeranno in futuro saranno state capaci di organizzare il proprio istituto a fronte della costante evoluzione a livello mondiale. Una vera e propria sfida, secondo Cavuoto, poich leconomia mondiale sottoposta a un processo dinamico, e levoluzione sembra inarrestabile. La globalizzazione nei servizi finanziari rimarr una forza trainante, ma per avere successo nel consolidamento le banche devono andare oltre le cifre registrate nel conto profitti e perdite.

Autore: ITespresso
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