Le buone notizie di Digits

Aziende

Il distributore pugliese ha organizzato a Bari la terza edizione del DigiShow, che quest’anno e’ stata più ampia e ricca del solito.

Un’area espositiva ampliata rispetto agli anni precedenti, che ha visto la presenza di 21 vendor, sette in più rispetto ai 14 dell’edizione 2002, dodici in più dai 9 del 2001. Sono questi alcuni degli ingredienti dell’edizione 2003 del DigitShow, organizzato a Bari dal distributore pugliese tra il 17 e il 19 giugno. Un’edizione, quella di quest’anno, che ha festeggiato due traguardi importanti: secondo dati Sirmi, Digits nel 2002 si è classificata tra i primi 20 distributori italiani del settore it ed è diventata primo referente nel sud Italia. Dopo un fatturato 2002 di 28 milioni di euro, in crescita dai 25 del 2001 e l’acquisizione del cash l’azienda ha ritenuto infatti più strategico trasferirlo presso la sede Digits, che è stata ampliata. Resistere è il nostro progetto fondamentale, ha spiegato Cutrignelli. Stiamo guardando il mercato in modo diverso. Siamo cresciuti culturalmente, da una mentalità da artigiano siamo passati a quella da imprenditore. Stiamo delineando alcuni progetti, che al momento non sono però ancora completamente definiti. Guardiamo con attenzione al mercato office e piccola e media impresa. Stiamo progettando una forma di partnership con i rivenditori che andremo a definire. Prima però vogliamo capire cosa vuole realmente il dealer dal distributore e cosa il rivenditore deve fare per creare una catena di valore. Il progetto Pc Club attualmente è ancora in stand-by. La crisi del mondo consumer non permette di avventurarci in catene e computer shop, che al momento sono in crisi. Il progetto va riposizionato in una nuova filosofia di mercato, in un’ottica di specializzazione. Per esempio si potrebbe pensare a un Server club. Si tratterà di fare i passi giusti con la clientela giusta, per evitare cadute. Il sito, che allo scorso DigitShow è stato presentato in una nuova veste, è in una fase di ulteriore rinnovamento, perché secondo Cutrignelli è come un abito, che può comunicare sensazioni più o meno gradevoli di chi lo indossa. Stiamo lavorando per una nuova versione del sito – ha detto l’amministratore delegato – per renderlo più fruibile dal nostro cliente. Abbiamo in corso un progetto di rinnovamento per renderlo completamente rinnovato, ancor più moderno nella grafica e in grado di offrire nuovi servizi al rivenditore. Tra i servizi previsti nel nuovo sito rientrano per esempio la possibilità di avere notizie sull’evasibilità dell’ordine e di visualizzare i dati contabili del cliente. L’altra novità, annunciata in occasione dell’evento, è la partnership con Intel, finalizzata alla linea dei server. Digits, da maggio scorso, è diventata infatti Intel Premier Provider. Non è da tutti raggiungere questo risultato, ha commentato Emanuele Baldi, responsabile per l’Italia e il sud Europa di Intel. Digits è stata scelta perché è un interlocutore di rilievo nel mezzogiorno, che si distingue per la qualità e i servizi offerti alla clientela.

L’edizione 2003 del DigitShow, oltre che per il numero di vendor presenti e per le buone notizie riguardanti la società pugliese, si è distinta dalle edizioni precedenti per aver voluto offrire agli intervenuti occasioni di riflessione e di conoscenza relative al mercato informatico e ai prodotti proposti dagli espositori. Infatti, l’azienda ha organizzato un convegno, dal titolo Il ruolo delle terze parti dell’ict per lo sviluppo dell’economia del mezzogiorno e due cicli di seminari. Il convegno, introdotto da Cutrignelli, ha visto la partecipazione di Pino Bruno, giornalista scientifico, Maurizio Cuzari, amministratore delegato di Sirmi e Francesco Merli, vice direttore di CRN. Cuzari ha sottolineato che il mondo della distribuzione è alla ricerca di un suo ruolo, insieme all’intero mondo ict, che non ha dimostrato di saper mantenere le promesse. Troppo spesso, gli operatori del mondo informatico non sanno fare squadra, non sanno trovare momenti e piacere per fare aggregazione, per scambiarsi competenze e fare fronte comune alle problematiche. Competenza e abilità possono essere elementi trainanti nel servire meglio i clienti. Non soltanto si tratta di avere a disposizione le tecnologie, ma anche di poter immaginare come le applicazioni possono far funzionare meglio un’azienda. È importante essere abili nel saper applicare le tecnologie, ma è importante anche capire cosa un cliente vuole fare, cosa pensa di poter raggiungere con gli oggetti che si stanno vendendo. È importante saper unire tecnologia e semplicità ed essere flessibili e veloci. Il settore dell’ict sta diminuendo gli operatori del 10%, ha detto Cuzari. Non è solo un problema del sistema Italia, è un problema internazionale. Finché il sistema non si riequilibra non avremo una economia trainante. Il sistema globale ict ha venduto a go-gò negli ultimi anni, ma non ha dato la percezione che comprando ict si risolvano veramente i problemi. Nei prodotti venduti è marginale la quota di potenzialità usate dai compratori. Il mercato ict più che in contrazione è da considerarsi maturo, nel quale le regole sono cambiate, non solo per la crisi economica, ma anche perchè passata la fase del Millennium Bug, ha affermato Merli, C’è stata l’incapacità di smaltire il parco tecnologico acquistato precedentemente pensando di poter sostenere ritmi di crescita del 10-12% anno su anno Ma se questa è la cattiva notizia – ha continuato Merli – quella buona è che il canale continuerà ad avere un ruolo primario nei prossimi anni. Secondo uno studio condotto da Idc sull’Europa occidentale e sull’Italia, nel 2006 il 46% dell’informatica transiterà dal canale indiretto. In questi anni, intanto, non si è modificato l’approccio sbagliato del rivenditore, fenomeno italiano ma anche europeo, nel voler mettere al primo posto il prezzo del prodotto. Nel nord Europa, per esempio, il fatturato dei servizi non raggiunge il 10-15% del totale. Il risultato è che la focalizzazione sul prodotto, soprattutto sul prezzo, ha portato alla perdita del vero valore, quello dei servizi ha precisato Merli. Se questo è uno scenario generale ci sono settori come quello consumer che soffrono ancora di più per diversi aspetti. L’offerta consumer degli ipermercati spesso lascia il consumatore spiazzato, perché non riesce a capire cosa comprare. In ambito consumer, inoltre, non è nata ancora una killer application in grado di apportare cambiamenti significativi. L’interesse dell’utente consumer va nella direzione dei file Mp3, della copia dei film in dvd, ma questo tipo di consumatore non ritiene di dover acquistare nuovi pc e di fatto non sono sorti nuovi elementi aggreganti come internet. Di fatto la famiglia media per 2-3 anni non si avvicina più all’acquisto tecnologico, spesso la vera killer application del pc è il motorino. In ambito business, inoltre, non c’è più la corsa all’acquisto dei prodotti più evoluti. In molti casi quando un’applicazione è usata al 10-15% delle sue potenzialità, non si ritiene necessario un aggiornamento mentre alcune tecnologie, su cui si nutrivano aspettative, si sono rivelate un flop (è il caso degli e-book, tablet pc, pda…). Sono stati commessi errori sull’utente finale e sul canale. Sono state dimenticate tematiche sensate, come quella della sicurezza, su cui il canale si è rivelato spesso impreparato. Secondo Merli la formazione e la specializzazione possono essere elementi chiave per il rivenditore, che gli permetteranno di costruire un futuro sui servizi, per dare valore aggiunto ai clienti e non soccombere di fronte alla concorrenza di gdo e gds. L’importante è specializzarsi in settori e tecnologie che servono davvero. Ma se questi sono i problemi e le possibili soluzioni che contraddistinguono la distribuzione in un contesto più ampio, il convegno ha cercato di focalizzare le problematiche che caratterizzano la realtà meridionale. Nel sud ancora più che al nord c’è un problema di alfabetizzazione informatica, il mercato è più difficile, non c’è ancora una percezione di cosa le tecnologie possano offrire al mondo privato e pubblico, ha evidenziato Bruno. Si tratta di avere un approccio più amichevole con la tecnologia, si tratta di capire cosa comporterà l’introduzione di un oggetto e che tipo di servizio e supporto è necessario all’utente finale. Non bisogna limitarsi alla proposta di un prodotto, il supporto umano conta molto. Da un punto di vista informatico il mercato del sud ha ancora potenzialità inespresse. Lo sviluppo del commercio elettronico è stato abbastanza limitato, sono pochissime le vendite in rete. L’e-government al sud non è ancora decollato, mancano incentivi per l’acquisto di pc, la pubblica amministrazione non è ancora volano di sviluppo tecnologico, non ha pubblicizzato e reso concreta questa opportunità. Inoltre, è fortemente sentita la presenza dominante di Consip, che rende più difficile il ruolo delle terze parti nella fornitura agli enti pubblici nel mezzogiorno. Secondo Bruno al sud, al problema delle infrastrutture tecnologiche, come la mancanza della banda larga, sentito, come ha sottolineato Merli, anche in molte zone del nord, si unisce a quello della mancanza dell’infrastruttura primaria, come porti, aeroporti, autostrade. Cutrignelli ha sostenuto che il problema della mancanza di aggregazione tra operatori, visto da Cuzari come un elemento di debolezza, è probabilmente ancora più forte nel sud. Siamo piccoli e sparpagliati. Manca nella nostra cultura la voglia di metterci insieme. Eppure, proprio la coesione può essere un elemento vincente, come è precisato anche dallo slogan Lavoriamo insieme per creare valore che Digits quest’anno ha fatto proprio. Abbiamo le stesse condizioni culturali, le stesse difficoltà, ha detto l’amministratore delegato della società rivolgendosi ai dealer. Digits conosce il mercato, il territorio, il cliente e vuole sperimentare una collaborazione sempre più forte con i rivenditori e i fornitori.

Autore: ITespresso
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