L’e-commerce ha la sua associazione europea

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Register.it registra la voglia di e-commerce per le PMI

Nasce l’Associazione Europea del Commercio Elettronico. Netcomm è fra i fondatori

In Europa l’e-commerce ha i seguenti numeri: 500 milioni di consumatori, 300mila posti di lavoro possibili, 110 miliardi di euro in più ogni anno per il PIL europeo. Il Consorzio del Commercio Elettronico Italiano, insieme ad altre sei organizzazioni nazionali, dà vita alla prima Associazione a tutela dei consumatori digitali europei. Nasce infatti l’Associazione Europea del Commercio Elettronico.

L’e-commerce ha la sua associazione: Netcomm è fra i fondatori dell’Associazione Europea del Commercio Elettronico. “Sono circa 6 mesi che lavoriamo alla creazione dell’Associazione Europea il cui obiettivo principale sarà quello di creare collegamenti tra i diversi paesi – ha commentato Roberto Liscia, Presidente di Netcomm – Dal momento che l’eCommerce è un’opportunità globale, ci siamo posti degli obiettivi di lavoro comune: tra questi, l’impegno a lavorare in modo congiunto sulla lobby europea e sulle direttive comunitarie, perché è a Bruxelles che prendono vita le leggi sull’eCommerce. Inoltre, poiché l’eCommerce favorisce in maniera significativa l’occupazione, ci adopereremo per supportare e agevolare le PMI europee, vero motore trainante dell’economia”.

L’associazione si propone di diventare motore di sviluppo e alleato per progetti legislativi europei, promuovere le vendite, agevolare la logistica crossborder, i pagamenti e i trustmark europei. Netcomm-Consorzio del Commercio Elettronico Italiano ha aderito alla eCommerce-Europe. Il tutto è in via di definizione in questi ultimi mesi: il lancio avverrà nella prossima primavera. L’Associazione Europea del Commercio Elettronico avrà sede a Bruxelles. Soci fondatori son: BeCommerce (Belgio), FDIH (Danimarca), FEVAD (Francia), Netcomm (Italia), Thuiswinkel.org (Paesi Bassi), Distansehandel Norge (Norvegia) e Svensk Distanshandel (Svezia).

“Oggi le vendite tra stati sono ancora limitate, basti pensare che solo il 9% della popolazione internet compra all’estero – ha aggiunto Roberto Liscia L’acquisto oltre il proprio mercato domestico potrebbe invece in alcuni casi rappresentare per il consumatore un risparmio fino al 10% sui singoli prodotti. Per questo motivo tutti noi vogliamo lavorare innanzitutto per facilitare le vendite e la logistica crossborder; in secondo luogo per facilitare i pagamenti, perché spesso i merchant non riconoscono ancora gli strumenti di pagamento stranieri; infine per facilitare i trustmark europei e dare garanzie al consumatore che compra da un sito europeo”. L’e-commerce è uno dei punti salienti dell’Agenda Digitale UE, e del prossimo Decreto Digitalia.

Autore: ITespresso
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