L’e-commerce piace ma non decolla

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Sempre di più, e in generale molto soddisfatti, gli utenti italiani che fanno acquisti online, ma il trend mostra una crescita piuttosto lenta. Lo evidenzia una ricerca Netcomm-Eurisko

In Italia,gl i utenti che hanno navigato in Rete negli ultimi tre mesi sono stati circa 18 milioni, gli acquirenti che almeno una volta hanno fatto un acquisto online sono poco più di 5 milioni.

Se si considerano gli ultimi 12 mesi, diventano circa 4,5 milioni coloro che hanno fatto un acquisto e sono 2,7 milioni coloro che l’hanno fatto negli ultimi tre mesi.

“L’e-commerce cresce e arrivano nuove fasce di acquirenti – ha commentato Edmondo Lucchi, responsabile del dipartimento New Media Internet di Eurisko durante un suo intervento all’interno del recente evento milanese Netcomm e-Commerce Forum -. Ma rispetto ad altre dinamiche del mondo Internet, come per esempio il Web 2.0, aumenta più lentamente, seppure con un trend costante”.

Visto che circa un terzo degli utenti Internet usa il commercio elettronico , Netcomm-Eurisko ha voluto vedere cosa fanno e cosa pensano degli acquisti in rete tali persone. Attraverso un’indagine ha così evidenziato che molti tra coloro che hanno comprato in Rete sono disposti a ripetere l’esperienza: tant’è che detta esperienza viene considerata molto buona nel 70% dei casi e buona nel 30%.

Ottime anche le valutazioni su prodotto, sito, sistemi di pagamento e spedizione (soprattutto in termini di comodità). Infatti, il 92% degli intervistati esprime grande soddisfazione e l’intenzione di fare altri acquisti su Internet.

Il tempo medio passato online prima di un acquisto è di circa 3 ore, mentre la spesa media è di circa 147 euro. L’acquirente, inoltre, arriva già molto preparato e nel 53% dei casi, ancor prima di procedere alla transazione, sa già tutto del prodotto da acquistare. Il compratore è quindi molto oculato e attento e si informa e confronta tra diverse offerte prima di procedere all’acquisto.

Per il 47%, il popolo di chi fa shopping online è costituito da coloro che non hanno ben chiaro cosa comprare: prima si informano sul prodotto, poi sul modello e successivamente sulla marca. Il 77% degli intervistati compra per sé e il 20% per la famiglia. Il 70% ripete l’acquisto sulle stesse merceologie e il 40% lo fa sugli stessi siti, con qualche differenza da settore a settore . L’Ict è il segmento con i clienti meno fedel i.

“L’e-commerce presenta dinamiche di fidelizzazione molto forti – ha commentato Lucchi -. Una volta compreso, l’e-commercee ha una grande capacità di generare valore, così come una volta scelto il sito è difficile abbandonarlo”.

In generale, risulta che la decisione di acquisto sia autonoma nel 76% dei casi, provenga dal passaparola di un familiare il 23% delle volte, per il 16,9% dal web e solo per il 3% dalla pubblicità tradizionale. Chi arriva a comprare online ha preso questa decisione prima di effettuare l’acquisto nel 97% dei casi.

Le ragioni che spingono principalmente ad acquistare online sono: la convenienza economica (22%), la comodità (17%) e il fatto di poter acquistare a ogni ora del giorno o della notte (11%). Le fonti sono sul Web nell’82% dei casi (49% motori di ricerca, 41% sito del produttore, 28% sito di commercio elettronico, 28% sito specializzato, 23% comparatore). Il passaparola pesa per il 46%. L’acquisto avviene prevalentemente (38%) dai siti di vendita specializzati, a seguire i siti dei produttori (24%) e piattaforme di e-commerce (21%). Il 55% delle volte il compratore va direttamente sul sito da cui intende comprare.

Lucchi ha concluso il proprio intervento al Netcomm e-Commerce Forum definendo il commercio elettronico la laurea dell’internauta. “Internet crea la propria cultura d’uso nel tempo e per arrivare alla laurea ci vogliono molti anni. Il 44% degli acquirenti è online dal 1999 ma all’e-commerce ci è arrivato dopo aver superato una serie di prove”.

L’e-commerce mette integralmente in gioco la persona attraverso uno dei suoi strumenti più importanti, il portafoglio. E comprare in rete è una questione di fiducia in se stessi che, secondo Lucchi, si acquisisce solo dopo uno specifico training.

Autore: ITespresso
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