Le dichiarazione dei redditi online dividono gli esperti di diritto

Autorità e normativeSorveglianza

Per il Garante della Privacy Internet è pericolosa, ma sui redditi messi in Rete dall’Agenzia delle Entrate la polemica non si placa

Non tutti la pensano esattamente come il Garante della Privacy, il quale ha testualmente affermato che “Internet è uno strumento pericoloso“. Sui redditi messi in Rete dall’Agenzia delle Entrate la polemica non si placa.

Le dichiarazione dei redditi online infatti dividono gli esperti di diritto: Carmelo Giurdanella e Guido Scorza per esempio ritengono che l’Agenzia delle Entrate abbia commesso evidenti errori, ma anche il Garante della Privacy non abbia tenuto conto di normative vigenti. I due esperti di diritto affermano che il Garante non abbia preso nella dovuta considerazione il Codice dell’amministrazione digitale, secondo il quale: i dati sui redditi dei cittadini italiani sono pubblici ovvero conoscibili da chiunque; lo Stato, le Regioni e le autonomie locali assicurano la disponibilità, la gestione, l’accesso, la trasmissione, la conservazione e la fruibilità dell’informazione in modalità digitale e si organizzano ed agiscono a tale fine utilizzando con le modalità più appropriate le tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Secondo Giurdanella e Scorza l’intervento del Garante è stato importante e tempestivo, ma non deve svuotare di significato il Codice dell’Amministrazione Digitale.

I redditi potrebbero quindi tornare online ma nel rispetto della privacy: senza bisogno di nuove norme, ma solo rispettando la legislazione attuale.

Sarebbe un peccato se preoccupati di difendere la riservatezza dei nostri redditi ci lasciassimo passare davanti un treno sul quale viaggia un importante principio di civiltà giuridica quale quello dell’utilizzabilità degli strumenti telematici ai fini dell’accesso ai documenti pubblici della PA” conclude il blog GuidoScorza.it.

Autore: ITespresso
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