Le dichiarazioni dei redditi online nella tempesta

Autorità e normativeSorveglianza

C’è chi si appella alla democrazia, alla lotta all’evasione e alla trasparenza. Chi invece grida allo scandalo: la privacy degli italiani è stata violata.

Certo è che i redditi degli italiani del 2005, messi online dall’Agenzia delle Entrate, sono entrate nei circuiti P2p e il Codacons chiede 20 miliardi di risarcimento. La vicenda sottolinea tre fatti: in Internet (e in Italia) la privacy è un optional; il Garante della Privacy ha dato lo stop, ma i file erano già “in circolo” e ormai fermarne la diffusione è impossibile; i tempi lenti della burocrazia non stanno al passo con la velocità di Internet.

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E’ una palese violazione della legge sulla privacy, la 196/2003, e un pericolo per l’aumento della criminalità e della violenza, dato che sono stati pubblicati dati sensibili sui redditi, ghiotta fonte d’informazione per i criminali“, commenta Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc.

Per Vincenzo Visco è una questione di democrazia e trasparenza, in un paese di evasori, dove la metà degli italiani dichiara meno di 15mila euro di reddito nel 2005.

Il Codacons denuncia l’ex sottosegretario Visco e chiede 20 miliardi di euro di risarcimento, 52 euro per ciascuno dei 38 milioni di contribuenti. L’associazione consumatori chiede anche il sequestro degli elenchi e l’oscuramento dei siti che mostrano i dati.

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sono evasori

, basta utilizzare Emule , effettuare il download con Installer, installare il programma di file sharing con doppio clic, connettersi e digitare nel Search “Redditi 2005” o “Redditi del Comune xy”. Il gioco è fatto, lo stop del Garante bypassato, ed è ora materia controversa anche la punibilità di un simile comportamento.

L’ex Garante Stefano Rodotà, padre della normativa italiana in materia, ha fatto sapere che i dati diffusi sono dati non sensibili e non meritano tutto questo scompiglio.

lI Garante ha dato lunedì come t ermine ultimo all’Agenzia delle Entrate per fornire spiegazioni; il giorno dopo, martedì 6 maggio, seguirà la riunione del Garante stesso.

Ma con i tempi veloci di Internet, l’intervento, pur tempestivo del Garante, appare giurassico. Un’ora del Garante è lontana anni-luce da 60 minuti sul Web.

Autore: ITespresso
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