I guai di Apple in India e Cina

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I guai di Apple in India e Cina
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Le difficoltà di Apple in India e Cina non aiutano il titolo in Borsa. L’azienda di Cupertino ha perso l’esclusività del marchio iPhone a Pechino e non può importare smartphone ricondizionati in India

L’iPhone è il prodotto iconico, più influente di tutti i tempi secondo il Time. Ma, dalla pubblicazione della trimestrale, dopo il crollo del 16% delle vendite, si sta tramutando in un ingombrante fardello: Apple deve incassare la perdita dell’esclusività del brand in Cina, dopo che un verdetto ha stabilito che una ditta che commercializza accessori in pelle può utilizzare il marchio iPhone; e l’India ha rigettato il progetto di importare gli iPhone usati.

I guai di Apple in India e Cina
I guai di Apple in India e Cina

La Cina, finora il miglior mercato dove vendere iPhone, si sta rilevando un Paese più ostico del previsto. In Cina Apple è cresciuta del 70% negli ultimi due anni. Ma sempre in Cina sono stati chiusi i servizi Movies e iBook su iTunes. Ed ora arriva la tegola del marchio registrato iPhone, di cui Apple perde l’esclusiva: potrà usare il marchio anche l’azienda di pellami Xintong Tiandi Technology, con sede a Pechino. Un inciampo giudiziario, apparentemente poco significativo, ma che dimostra, come ha denunciato l’ex investitore Carl Icahn, che la Cina sta diventando un mercato difficile, se non ostile.

L’India è il Paese con maggior crescita al mondo, considerato dal Ceo Tim Cook come la nuova frontiera di business. Ma dall’India arriva uno stop: non ha concesso ad Apple la possibilità di vendere iPhone ricondizionati. L’India vuole spingere il Make in India, per aumentare la competitività nel settore manifatturiero.

La Cina è il più grande mercato smartphone. Apple è il terzo vendor nel mercato cinese (nel 2015), dietro alle cinesi Huawei e Xiaomi, avendo venduto 49 milioni di smartphone, per detenere l’11.3% del mercato, secondo Strategy Analytics.

In India, Apple ha solo il 2% di market share, ma le vendite sono salite del 56% nel primo trimestre: ma gli indiani preferiscono i vecchi modelli come iPhone 5S invece del nuovo iPhone SE. Infatti il modello SE costa 200 dollari di più che in America.

Mentre il mercato smartphone rallenta in tutto il mondo, Cina compresa, esso è in pieno boom in India, dove la crescita è del 25%.

In tutto questo scenario, che dimostra che anche Apple si scontra con la complessità della globalizzazione, il mercato smartphone è in frenata. Non riesce più a sfidare la forza di gravità. Si tratta di un settore da 423 miliardi di dollari, che finora ha viaggiato col turbo, ma il tempo degli upgrade automatici è al tramonto: ormai non convincono gli aggiornamenti incrementali, si cambia solo per necessità. Ciò significa che il mercato smartphone sta imitando il mercato Pc? Il primo declino del fatturato di Apple in 13 anni, è una spia di qualcosa che cambia. Di un vento che sembra girato.

Le novità più eccitanti del mercato IT ora arrivano da robot, self-driving car, virtual reality (VR) e Internet of Things (IoT). Anche Apple dovrà reinventarsi in questo nuovo scenario, anche se il prossimo iPhone 7 sarà un (probabile) successo.

Il titolo di iPhone è sceso del 26% negli ultimi 12 mesi.

Strategy Analytics afferma che in futuro a prendere il posto del fenomeno degli smartphone non sarà un unico segmento, bensì “the next big wave” sarà un cocktail di tecnologie: Internet of Things, droni, robot consumer, wearable tech, smart home, auto. Dal 2020 ci saranno 5 miliardi di dispositivi connessi, contro i 4 miliardi di smartphone: ma un device IoT costa fra 1 e 2 dollari e non dev’essere sostituito prima di 10 anni. Il mercato non è paragonabile con quello smartphone, dove un dispositivo costa centinaia di dollari e viene cambiato ogni 2-3 anni.

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