Le distribuzioni Linux

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Un numero sempre maggiore di utenti si avvicina al mondo Linux, e le distribuzioni disponibili per il primo approccio con questo sistema operativo sono in continua evoluzione.

Negli ultimi anni il panorama delle distribuzioni offerte agli utenti che decidono di avvicinarsi al mondo Linux si è notevolmente ampliato. Si va da nomi estremamente noti come Red Hat, Suse, Mandrake ad altri meno conosciuti, ma senza dubbio interessanti come per esempio Linspire, Gentoo o Knoppix. Anche la loro diffusione nei diversi continenti non è uniforme, basti pensare a Turbo Linux, distribuzione che in Europa è quasi sconosciuta, ma che invece risulta essere quella maggiormente diffusa nel mercato asiatico. Un altro esempio della crescente diffusione dei sistemi Linux (e più in generale del modello Opensource) negli ultimi tempi è dimostrato dal fatto che anche il governo cinese ha intrapreso la strada del software libero, dando vita ad una propria distribuzione, la Red Flag Linux ( http://www.redflag-linux.com/eindex. html ). Questa scelta è stata dettata proprio dalla possibilità di avere a disposizione una enorme quantità di ottimo software sotto licenza Gpl (General Public License); tutto ciò ha permesso di non subire vincoli legati alle licenze dei software proprietari. Grazie alla pubblicità fatta da grandi marchi come Ibm, che negli ultimi anni ha iniziato ad investire pesantemente nel mondo Linux come sistema operativo per i suoi server e all’aumento dell’interesse delle riviste del settore informatico per questo sistema operativo, moltissimi utenti si sono avvicinati al software libero. Per capire meglio come le differenti distribuzioni si pongano nei confronti del pubblico, è opportuno fare un passo indietro per comprendere come sia nato e si sia sviluppato questo sistema operativo che sta alla base di tutti i pacchetti analizzati nel grouptest. Linux nasce all’inizio degli anni Novanta quando Linus Torvalds, uno studente dell’università di Helsinki, non riuscendo ad ottenere sufficiente tempo macchina sul calcolatore dell’ateneo provò ad utilizzare Minix. Purtroppo Minix non soddisfaceva a pieno le sue necessità, così iniziò a lavorare su un nuovo sistema operativo per Pc basato su Unix. Il 17 settembre 1991 Linus rende disponibile sulla rete la prima versione del suo sistema operativo. Da allora un’intera comunità di programmatori ha lavorato sul codice del kernel, arrivato alla versione 2.6, e su tutti i software che con il tempo hanno reso Linux un sistema operativo completo, ideale soprattutto per i server. Da queste premesse sono nate tutte le distribuzioni che oggi sono disponibili. Esistono quelle a pagamento, come per esempio Red Hat, Suse e Caldera, che hanno integrato parti di codice proprietario (come per esempio Yast di Novell Suse) e che quindi sono diventate distribuzioni commerciali che vendono Linux con l’aggiunta di tutte le modifiche e migliorie che i propri tecnici hanno realizzato. Da un lato ci sono distribuzioni come Linspire che fanno del loro punto di forza la facilità di installazione e la cura dell’interfaccia utente. Dall’altro vi sono poi le storiche distribuzioni come Debian e Slackware, destinate a utenti un pò più esperti, poiché sono state sviluppate privilegiando l’interfaccia testuale rispetto a quella grafica, e ancora oggi mantengono questa impostazione, a differenza di altre distribuzioni in cui l’impostazione grafica ha subito negli anni sostanziali miglioramenti. Risulta quindi evidente come sia eterogeneo il panorama delle distribuzioni attualmente presenti sul mercato. Questo porta senza dubbio un grande vantaggio all’utente finale che ha a sua disposizione una notevole possibilità di scelta e una vasta comunità di sviluppatori e tecnici che in tutto il mondo testano e migliorano il sistema. Tuttavia questa indiscutibile varietà di offerte genera anche confusione nell’utente che rischia di trovarsi sommerso da una miriade di possibilità, senza sapere bene quale sia quella che meglio si adatta alle proprie esigenze. Lo scopo di questo grouptest è proprio quello di delineare le caratteristiche principali di alcune tra le distribuzioni che consideriamo più interessanti per aiutare il lettore a individuare quella che meglio risponde alle proprie necessità. I nove candidati al Best Buy del nostro grouptest sono Debian 3.0, Fedora Core 2, Gentoo 2004.2, Knoppix 3.7, Linspire 4.5, Mandrakelinux 10.1 Community, Red Hat Desktop 3, Slackware 10.0 e Novel Suse Linux 9.2 Professional, quest’ultimo rilasciato ufficialmente ai primi di Novembre. Abbiamo scelto le distribuzioni più famose e diffuse, includendo le più forti nel panorama desktop consumer o professionale, senza però trascurare quelle più amate dai “puristi” di Linux. È infatti evidente che le varie software house si stanno posizionando sul mercato desktop con strategie differenti e con politiche più o meno aggressive, chi puntando sul mercato delle grandi aziende, chi sulla fascia degli utenti domestici, chi rinunciando alle logiche commerciali per fedeltà alla tradizione. Sta di fatto che, nonostante si senta spesso nominare la parola consumer nei propositi delle distribuzioni Linux, un vero salto di qualità (verso un mercato di massa, si intende!) è ancora lontano a vedersi. L’usabilità del sistema operativo Linux, è vero, ha fatto passi da gigante, ma rimangono ancora problemi di incompatibilità hardware che mettono in crisi anche gli utenti più volenterosi e una penuria di software trainanti come i più gettonati videogiochi.

Autore: ITespresso
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