Le diverse vie per i giornali di bit

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Fieg: cresce la lettura dei giornali online

La carta stampata studia l’effetto di paywall, social media e application store. Due case history per orientarsi meglio nell’edicola digitale

Il mercato editoriale, alla ricerca di nuove modelli di business per gestire sia le novità tecnologiche che le nuove abitudini dei lettori, valuta il peso di PayWall e AppStore. Dopoché il New York Times ha ceduto alle news a pagamento (con un Paywall per ora non troppo rigido, bensì facilmente aggirabile), News Corp. ha spiegato che il traghettamento di The Times e The Sunday Times sta andando meglio del previsto: sono 79.000 i sottoscrittori digitali mensili alla fine di febbraio, in crescita di 29.000 unità sui precedenti cinque mesi.

The Times e The Sunday Times avevano perso più del 90% dei lettori online quando hanno adottato il modello di news a pagamento. Il Times afferma che la versione stampata/digitale ha registrato un incremento del 3%, anche se – a dire il vero- la circolazione dell’edizione cartacea di The Times è scesa del 12,1% negli ultimi 12mesi.

Intanto c’è chi risponde per le rime a Apple sulla sua richiesta di centralizzare l’edicola digitale su App Store. Si tratta di Pearson, editore di The Financial Times: FT offre un’opzione di accesso ai suoi prodotti digitali come parte di un pacchetto con abbonamenti al giornali, ma Apple ha iniziato ad insistere che gli editori devono passare dall’App Store, il negozio proprietà di Apple, per sottoscrivere. FT valorizza le relazioni dirette con i clienti che permettono advertising su misura e prodotti tagliati su misura per la sua audience; vuole insomma resistere agli sforzi di Apple di canalizzare tutti gli editori attraverso App Store. “Non vogliamo perdere le nostre relazioni dirette con i nostri abbonati. Fa parte del modello di core business,” ha spiegato Rob Grimshaw a Reuters. Il FT è tra quelli che ha saputo meglio far pagare le news online con picchi di 590mila abbonati contro i 440mila su carta.

A trainare la lettura in digitale sono soprattutto i social media (Facebook e Twitter). Facebook redirige grande traffico e catalizza un notevole numero di minuti passati dagli utenti mobili su Internet.

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