Le due anime del Futurshow

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Oggi è lultimo giorno della manifestazione bolognese dedicata allhi-tech. Un doppio sguardo sullIct e sul mondo di domani

La tecnologia come strumento per anticipare/capire il futuro delluomo, inteso sia come ecosistema globale sia come un domani sempre più tecnologico. Due orizzonti che dovrebbero coincidere, sovrapponendosi luno allaltro, allinsegna della specularità. Il contrasto è invece sempre più evidente e – purtroppo – anche preoccupante. Tra le tante novità tecnologiche e anche ipertecnologiche viste in anteprima al Futurshow, cè stato anche il tempo per seguire il nuovo rapporto del Worldwide Institute di Washington sulle condizioni di salute del nostro pianeta, intitolato State of the World 2002. Sulla carta, la tecnologia attualmente a disposizione delluomo è talmente avanzata che dovrebbe consentire alla nostra specie di guardare con serenità al futuro. Soluzioni sempre innovative dovrebbero infatti permetterci di salvaguardare lambiente, sia intervenendo per rimediare ai guasti finora determinati sia evitando di rifare gli errori del passato che hanno determinato i danni in questione. Basta pensare ai satelliti attualmente in orbita intorno alla Terra, che consentono di avere dati quanto mai completi/integrati sui cambiamenti ambientali in corso. Ma, nonostante laiuto di questi attentissimi occhi spaziali, negli ultimi dieci anni cè stato un peggioramento di tutti i più importanti elementi naturali le acque interne, le coste, gli ecosistemi forestali e di prateria, i mari. Ogni anno scompaiono 146mila chilometri quadrati di foreste; il tasso di anidride carbonica dellatmosfera è stato alterato dalla eccessiva combustione di carbone/gas/petrolio, con conseguenze sempre più a rischio per il clima (concentrazione di periodi di piovosità/siccità). Inoltre il ciclo idrico naturale accusa gravi scompensi le falde acquifere si stanno consumando pericolosamente e la loro capacità di rigenerazione è inferiore alle attuali esigenze delluomo. Una delle conseguenze più evidenti è che le grandi riserve cerealicole della Terra (le pianure americane/cinesi/indiane) sono sempre più sottoposte a stress idrici. Dei 6,2 miliardi di uomini che oggi popolano il pianeta, un sesto non ha accesso allacqua potabile. Le capacità delluomo di creare nuove tecnologie sono eccezionali, ma è arrivato il momento di stabilire e – soprattutto – di rispettare nuove regole per uno sviluppo sostenibile. Non è in gioco solamente lo stato di salute dei sistemi naturali, ma anche la povertà dei Paesi del Terzo Mondo e la qualità stessa della vita di tutto il genere umano, vista anche dal punto di vista dei rapporti tra Paesi ricchi e Paesi in via di sviluppo. Altri direbbero che lo stesso terrorismo internazionale – il male principale anche dellinizio del nuovo secolo – è figlio dellormai storico squilibrio tra mondo occidentale e orientale. Ci permettiamo di dissentire, perlomeno fino a quando le matrici ideologico/religiose di questi neo-fanatismi saranno così evidenti. Di tutto questo – vale a dire della prima anima del Futurshow – se ne riparlerà tra quattro mesi a Johannesburg, in occasione del summit mondiale sullo sviluppo sostenibile. Per dieci giorni (dal 26 agosto al 4 settembre), i grandi della Terra e i capi di Stato di tutti i Paesi si confronteranno e cercheranno di trovare delle soluzioni concrete a questi problemi. In attesa dellincontro in Sudafrica, vediamo quali sono state le novità di prodotto più interessanti proposte al Futurshow (la seconda anima dellevento bolognese). Il cellulare è stato il mattatore della manifestazione emiliana, dimostrando inequivocabilmente che sarà sempre di più uno strumento pervasivo/trasversale. Tra pochi mesi arriverà sul mercato la nuova generazione degli Mms (Multimedia Services). Avvalendoci del sistema Gprs, potremo utilizzare il portatile per scattare immagini e inviarle a una casella di mail o a un altro cellulare abilitato. Tempo un anno o forse due, potremo inviare – tramite il sistema Umts – anche immagini in movimento. Sempre con il cellulare, sarà possibile monitorare – da chilometri di distanza e 24 ore su 24 – la gestione di tutte le funzioni essenziali della casa. Un software integrato nel palmare o nel telefonino (Gprs/Umts/Wap) ci permetterà di controllare tutti gli elementi vitali del nostro appartamento (elettrodomestici/gas/infissi/pareti), attraverso la normale rete elettrica. Ma non ci saranno solamente cellulari nel nostro futuro. Avremo infatti anche il computer da polso che funziona come un organizer, la lavagna parlante con schermo di cristallo touch screen, la lavatrice collegata in rete da affittare e la radio Internet. Un mix incredibile di dispositivi personal e professional, anche se – almeno per il momento – sembra prevalere lentertainment. Se qualcuno avesse qualche dubbio, gli consigliamo di prendere visione dei nuovi e straordinari mini-lettori (in grado però di contenere tre ore di musica scaricata da Internet) e degli analoghi micro-dispositivi da tasca (con una capacità di 2mila brani).

Autore: ITespresso
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