Le etichette discografiche statunitensi a caccia dei pirati della rete.

Sicurezza

L’industria discografica pianifica di perseguire legalmente le persone che si scambiano musica su Internet.

La Recording Industry Association of America (RIAA) ha fatto sapere che a partire da oggi, a causa della drastica diminuzione nelle vendite, comincerà a passare al vaglio le reti peer-to-peer, tipo Kazaa, per identificare gli utenti che offrono collezioni scaricabili di brani musicali in formato mp3 e multarli per 150.000 dollari. La RIAA riporta, si sa, che le vendite sono state colpite duramente dai software che consentono agli utenti di scambiarsi fra loro musica, film e software attraverso Internet. La RIAA, che annovera fra i suoi membri AOL Time Warner, Vivendi Universal, Sony, Bertelsmann ed EMI, ha dichiarato di voler colpire i più agguerriti utenti dei servizi in questione. «Nessuno può rimanere anonimo. Stiamo per prendere i nomi e preparare le denunce contro gli utenti di reti peer-to-peer che rendono illegalmente disponibile un gran numero di file musicali a milioni di altri utilizzatori di computer”, ha detto il presidente della RIAA, Cary Sherman. Secondo l’industria, c’è un giro mensile di 2,6 miliardi di brani musicali, film e software scambiati illegalmente. L’Associazione prevede come minimo di portare avanti diverse centinaia di denunce nelle prossime 8-10 settimane, ma conta di farlo poi regolarmente. Una recente decisione giudiziaria rende più facile individuare coloro che violano i diritti d’autore attraverso i loro Internet provider, e il mese scorso quattro studenti universitari hanno patteggiato per pagare i danni alla RIAA. Gli utenti di computer che vogliano evitare di incorrere in un procedimento giudiziario devono cambiare il setting dei loro software per bloccare l’accesso ai propri hard disk, o disinstallare completamente il software, ha spiegato Sherman.

Autore: ITespresso
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