Le fatture diventano elettroniche

Management

Il nuovo decreto sulla fatturazione elettronica promette di snellire la
burocrazia e di estendere i servizi: non più carta ma e-fatture

Fatture cartacee addio: la riforma delle modalità di fatturazione recentemente approvata dal Parlamento ha eliminato l’obbligo di mantenere copia cartacea delle fatture emesse, per cui a partire dal primo gennaio 2004 sarà sufficiente l’invio di un file, per certificare la cessione di beni o servizi. Con l’arrivo delle fatture elettroniche ci si avvia verso un processo di smaterializzazione dei flussi informativi, a testimonianza di come solo ora l’e-business stia davvero entrando nelle realtà aziendali e nella vita di tutti noi. Nel caso della fatturazione elettronica, il vincolo che ha impedito il diffondersi delle nuove tecnologie è stato principalmente di natura normativa. In Francia, invece, la possibilità di emettere fatture elettroniche senza dover mantenere una copia cartacea è riconosciuta dal Codice Civile da dieci anni, e le e-fatture sono già una realtà. In Italia, dove sono emessi settecento milioni di fatture all’anno, pagate per la maggior parte tramite addebito su conto corrente o con i bollettini postali, si prevede che già entro il 2004 le e-fatture emesse dovrebbero essere mezzo milione, fino a diventare quattro milioni nel 2005 e sei milioni nel 2006. Come funzionano le e-fatture

La direttiva comunitaria

La Direttiva CE 2001/115/CE (http://dpds. net/?0000G6) del 20 dicembre 2001 segnò il punto di svolta, in quanto armonizzava le norme per la fatturazione elettronica nella Comunità Europea, con l’obbligo per tutti gli Stati membri di uniformarsi entro il 1 gennaio 2004. La Direttiva Ce è stata recepita all’interno del nostro ordinamento attraverso il Decreto Legislativo n. 10 del 23 gennaio 2002, stabilendo come requisiti tecnologici delle e-fatture la sottoscrizione attraverso firma elettronica avanzata e l’utilizzo dello standard Xml. La possibilità di emettere fatture elettroniche senza obbligo di conservazione di copie cartacee era però subordinato all’emanazione del Decreto legislativo attuativo uscito recentemente. In base a questo Decreto è prevista la possibilità di emissione di fatture elettroniche da parte di terzi per conto dell’emittente, per cui si apre la porta a nuovi business di outsourcing della fatturazione. I grandi vantaggi che noi consumatori finali trarremo dalla nuova legge si potranno misurare in termini di praticità e risparmio di tempo. Soprattutto vedremo sparire gradualmente il supporto che da sempre ha caratterizzato (e limitato) i nostri rapporti con la burocrazia fatta di bollette e fatture: la carta. D’ora in poi ci si potrà collegare a un unico sito Internet su cui visualizzare tutte le fatture di competenza di un determinato periodo e dare disposizione per pagarle o anche avviare delle procedure di contestazione. I principali promotori dell’innovazione sono ovviamente i grandi fatturatori, cioè i fornitori di energia e le compagnie telefoniche. Il cambiamento si attuerà sia incentivando le aziende fornitrici a dotarsi di sistemi di fatturazione elettronica come ha già fatto Enel, sia agevolando il più possibile l’accesso alle fatture online da parte dei clienti finali, per mezzo di siti Web dedicati. L’interesse della singola impresa però si ferma al fatto che il cliente paghi la fattura via Internet, mentre il cliente trae un ulteriore valore aggiunto dal potere usufruire di un sito unico per pagare tutte le sue fatture. Sulla base di questo principio, anche in Italia, come già accade negli negli Stati Uniti, diventerà decisivo il ruolo dei cosiddetti “aggregatori”, cioè le società che forniscono la piattaforma di pagamento unica su Internet. Gli aggregatori Gli aggregatori nascono, negli Stati Uniti, interponendosi tra l’utente e il biller, cioè l’azienda che emette la fattura (la compagnia telefonica, la municipalizzata che eroga l’acqua, l’azienda che fornisce l’elettricità, eccetera). L’utente ha così il vantaggio di non dovere pagare ogni bolletta su un sito diverso, ma ha a disposizione un intermediario che smista i pagamenti per suo conto. L’aggregatore raccoglie quindi, tramite un’unica interfaccia Web, tutte le fatture del cliente, gestisce lo storico delle attività e si prende carico di reindirizzare alle aziende fatturatrici gli avvenuti pagamenti, appoggiandosi al sistema bancario. Gli aggregatori, figure attualmente presenti sul mercato americano, traggono profitto dalle percentuali sulle transazioni effettuate e sulla pubblicità mirata grazie alla possibilità di profilare gli utenti che accedono al sito. Negli Stati Uniti il leader di mercato del settore dell’e-billing è appunto un aggregatore, Checkfree.com, che precorrendo i tempi dal punto di vista tecnologico è riuscito a togliere quote di mercato ai gestori tradizionali dei flussi di fatturazione e pagamento: le banche. In Italia, per evitare di essere attaccati da altri player puri come Checkfree.com (che ha anche provato a sbarcare da noi con Ebill.it, iniziativa dimostratasi poco fortunata a causa delle difficoltà attraversate dal partner italiano Smartel), le banche hanno deciso di proporsi in primo luogo come aggregatori, fondando attraverso Ssb una società ad hoc, Invoicing. I fornitori di servizi di fatturazione elettronica Invoicing.it Invoicing.it nasce nel 2003 come joint-venture tra Ssb e Seceti, due società del sistema bancario verticalizzate sui sistemi di pagamento, nel quadro del progetto Bankpass.it. Bankpass.it, negli obiettivi dell’Abi (Associazione Bancaria Italiana) che l’ha promosso, è un progetto volto a identificare standard di interoperabilità nelle nuove tecnologie per i pagamenti, ed è suddiviso in tre sottoprogetti: Bankpass.it Web, già attivo, per i pagamenti online; Bankpass.it Mobile, ancora in fase di studio, per i pagamenti attraverso il cellulare; Bankpass.it Bollette, per il pagamento online di bollette e fatture, già attivo attraverso appunto Invoicing.it. A quanto dichiarato da Fabrizio Canedoli, Amministratore Delegato di Invoicing.it, i loro clienti saranno in un primo tempo soprattutto le telco, le utilities e le municipalizzate, le finanziarie, le assicurazioni, le amministrazioni comunali, ossia tutte quelle realtà operanti che si trovano a gestire un gran numero di fatture ma di piccola entità (in Italia, il valore medio di più della metà delle fatture è inferiore ai 350 euro). Successivamente l’e-billing dovrebbe diffondersi più capillarmente nelle aziende e, con il passaggio al business to business, si affermerà definitivamente: oltre ai normali servizi, Invoicing.it offrirà alle aziende anche la possibilità di un outsourcing completo della fatturazione, per cui l’intero processo sarà esternalizzato e gestito dal suo personale. L’utenza di riferimento sono i clienti delle banche affiliate che già utilizzano servizi di home-banking: rimanendo sul sito della banca sarà possibile visualizzare la pagina di Invoicing.it che permette la consultazione e il pagamento delle fatture. I costi dei servizi di e-billing variano a seconda delle banche e del profilo del cliente: gratuito o a pagamento mediante canone oppure per singola transazione. Efattura.it A differenza di Invoicing.it, quello ideato da Efattura.it è un servizio che si rivolge in primo luogo alle imprese. Il suo obiettivo è quello di semplificare i processi di fatturazione tra azienda e azienda. Le attività di Efattura.it si basano su due soluzioni: o l’erogazione della propria piattaforma di e-billing, realizzata con tecnologia Asp, alle aziende clienti (la responsabilità della fatturazione rimane all’azienda, che in remoto utilizza il software di Efattura.it), o l’outsourcing dell’intero processo (l’azienda demanda a Efattura.it la responsabilità di tutte le attività connesse alla fatturazione). Come ha spiegato Umberto Zanini, consulente di Efattura.it e uno dei maggiori esperti italiani sull’argomento e-billing, per quanto riguarda il servizio agli utenti finali, sarà gestita solo la trasmissione e l’archiviazione delle fatture, mentre il pagamento sarà gestito direttamente dal fatturatore o attraverso una banca. Quest’ultimo è un passaggio necessario dal momento che, a differenza di Invoicing.it, Efattura.it non è emanazione diretta del sistema bancario. Benefici per aziende e consumatori Riduzione dei costi, semplificazione delle procedure, estensione dei servizi: questi sono i principali vantaggi che l’introduzione delle e-fatture dovrebbero portare agli utenti finali. L’emissione di una fattura per un’azienda può costare circa 9 euro, di cui gran parte del costo è costituito dall’archiviazione e dagli interessi perduti a causa del ritardo nei pagamenti. Grazie alla velocizzazione delle procedure, possibile attraverso l’introduzione della fatturazione elettronica, il costo delle fatture emesse può ridursi del 60%, consentendo un risparmio di 4,50 euro per fattura. Più alto è poi il costo di ricezione di una fattura per un’azienda, circa 17 euro: le fatture cartacee ricevute necessitano di un’attività di data entry per essere inserite all’interno del sistema informativo aziendale, e tale integrazione nel workflow di approvazione è spesso macchinoso, oppure difficoltoso a causa di discrepanze tra ordinato e fatturato. Anche in questo caso la fatturazione elettronica garantisce un inserimento automatico, per cui anche maggior precisione ed immediatezza, fino a permettere un risparmio quantificabile in circa 10 euro a fattura. Questi risparmi molto significativi dovrebbero essere un forte incentivo per il diffondersi della fatturazione elettronica tra fornitori e clienti in contesti aziendali, e riflettersi (anche se in forma ovviamente molto meno sensibile) anche nei costi per gli utenti finali: pagare una fattura elettronica online, se anche non sarà sempre offerto come servizio gratuito, costerà comunque meno di un bonifico bancario. Ma per noi cittadini i vantaggi delle e-fatture risiederanno soprattutto nella comodità di pagare tutte le fatture dalla stessa pagina di un sito (e, in futuro, magari con il telefonino mentre aspettiamo il tram) e nella possibilità di controllare i nostri consumi e ottenere servizi aggiuntivi in maniera immediata, per esempio, eseguire una richiesta di cambiamento di utenza. La fattura dovrebbe diventare inoltre uno strumento di comunicazione: si ipotizzano infatti messaggi pubblicitari personalizzati in base al profilo dell’utente, al fine di migliorare la relazione con il cliente: l’introduzione della fattura elettronica è vista da alcune aziende che l’hanno già adottata uno strumento per il miglioramento della propria immagine. Gli scenari futuri Se la fatturazione elettronica in Italia sarà per quest’anno un fenomeno principalmente circoscritto ai 4 milioni di utenti di conti correnti online, lo scenario dovrebbe cambiare a partire dalla fine del 2005, quando si prevede che saranno attivate le prime piattaforme per il pagamento delle fatture elettroniche via mobile. Secondo le disposizioni della Comunità Europea le fatture elettroniche a partire dal 2005 dovrebbero essersi affermate come uno standard tra le aziende (fino ad allora ciascuno Stato membro potrebbe richiedere una notificazione preventiva da parte delle aziende che le adottano), per cui tra pochi anni le e-fatture potrebbero sovrapporsi completamente alle vecchie fatture di carta, fino a farle davvero scomparire, o meglio, “smaterializzare”. E se per il momento è realistico soprattutto concentrarsi su b2b e b2c, c’è già chi, come Ebay, progetta sistemi di pagamento tra utente e utente: per arrivare a questo obiettivo Ebay ha acquisito Paypal.com, sito che permette i pagamenti tra privati tramite carte di credito e conti correnti, e che tra determinate categorie di prestatori di lavoro (per esempio, i traduttori free-lance) comincia ad essere utilizzato anche qui in Italia.

Autore: ITespresso
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