Le-government secondo Webegg

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Da unindagine di Webegg e di Formez una soluzione per la via italiana alle-government

In America non è più una novità, dopo lelezione a Presidente degli Stati Uniti di George W. Bush, il primo candidato alla Casa Bianca (insieme con Al Gore) ad avere affrontato le elezioni con il supporto di uno staff di esperti di web marketing. Ancora una volta, il Paese della bandiera a stelle e strisce fa da testa di ponte al mondo moderno, percorrendo per primo la strada delle-government, prototipo di democrazia diretta regolamentata dallIct. A dire il vero, qualche forma embrionale di gestione della res publica aveva già trovato parziali applicazioni negli anni Novanta in qualche città e distretto di alcuni Paesi dellEuropa del Nord, ma si trattava di iniziative locali, poi non sfociate in soluzioni generalizzate di vita per unintera nazione. Se tutto va bene, le-government arriverà in Europa – e quindi anche in Italia – tra un paio danni, con il solito ritardo di una ventina di mesi che contraddistingue da tempo tutto quello che riguarda i trend di qualsiasi tipo che nascono dallaltra parte dellOceano. Ma uniniziativa congiunta di Webegg e di Formez (lagenzia nazionale per la modernizzazione della Pubblica amministrazione) potrebbe mettere il nostro Paese nelle condizioni di giocare un ruolo di punta nella trasformazione della forma attuale di governo in quella elettronica. Dallindagine svolta a due mani sono infatti emersi risultati interessanti. Tra questi, il numero preciso dei macromomenti di incontro che ognuno di noi ha con la Pa durante la propria vita (tra i 10 e i 15) e la disponibilità a pagare per avere efficienti servizi on-line, questultima contrastata però da sacche di resistenza interne e da fenomeni di rigidità normativa. Ma lindagine Webegge/Formez propone una soluzione rivoluzionaria, a condizione di essere applicata integralmente. Se si cambia il concetto che tutti abbiamo della Rete e della Pubblica amministrazione, anche noi potremo avere quanto prima le-government. Per avere tutto questo, sarà sufficiente non considerare più la Rete come un serbatoio pressoché inesauribile da cui attingere soluzioni tecnologiche ad altrettanti problemi tecnologici, ma più semplicemente come un insieme di fattori abilitanti, tutti al servizio del cittadino. Quanto alla Pa, non bisognerà più pensare a un ente astratto, una specie di castello kafkiano fatto esclusivamente di uffici e di sportelli anonimi, quanto piuttosto a unorganizzazione efficiente, composta da funzionari accessibili e competenti. Per passare dalla teoria alla pratica, Webegg ha realizzato un modello di Intranet, denominato companynet e destinato a tre differenti categorie di utenti della Pa i knowlege worker, i comunity group e gli enterprise staff.

Autore: ITespresso
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