Le mosse dell’Antitrust europea

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L’Unione europea ha avviato un’inchiesta Antitrust su Google. L’accusa è di abuso di posizione dominante, un’accusa di cui in passato hanno fatto le spese Microsoft (sanzionata per 1.68 miliardi di dollari) e più di recente Intel (per 1.06 miliardi di euro). A pesare su Google sono le denunce di tre concorrenti (Foundem, Ejustice.fr e Ciao di Microsoft Bing) che additano il motore di ricerca accusandolo di aver manomesso l’algoritmo per svalutarne il ranker. Chi viene multato dall’Antitrust rischia sanzioni fino al 10% del fatturato. Ma l’Antitrust Ue non guarda solo Google: ha i fari accesi anche su Ibm (per via del mercato mainframe). A favore di un più aperto e libero mercato digitale è anche la prossima Agenda Digitale UE, che potrebbe tradursi in maggiore libertà di scelta per i consumatori: qui, a farne le spese, potrebbe essere anche Apple con iTunes (da portare forse su tutti gli smartphone) e con l’apertura di iPhone e iPad all’uso di Flash. Antitrust significa libertà di mercato e maggiore concorrenza: quindi, prezzi più competitivi nel prossimo mercato unico digitale

L’inglese Foundem, la francese Ejustice.fr e il servizio Ciao di Microsoft Bing, in Europa, hanno denunciato per abuso di posizione dominante Google, che nella UE è un “monopolio” della ricerca online con il 79% di market share (secondo i dati ComScore di febbraio). “La Commissione accerterà se Google ha abusato di una posizione dominante di mercato nelle ricerche online abbassando, secondo le accuse, il ranking di risultati di ricerche non a pagamento di servizi concorrenti“, ha spiegato in una nota la Commissione europea. Sotto la lente sono anche le accuse a Google di obbligare i partner pubblicitari alla clausola di esclusività. Tale clausola impededirebbe loro di pubblicare alcune inserzioni concorrenti sui loro siti, su pc e software, per rintuzzare la concorrenza nel settore degli strumenti di ricerca.

Ibm è invece accusata di abuso di posizione dominante nel mercato dei mainframe. L’Unione europea ha aperto due indagini per verificare la fondatezza o meno delle accuse. Già lo scorso 8 ottobre ITespresso.it riportava delle accuse di T3, sia nella Ue che negli Usa, e di Turbo Hercules. La seconda indagine, promossa direttamente dalla Commissione europea, riguarda il comportamento discriminatorio tenuto, secondo l’accusa, da Ibm nei confronti dei fornitori concorrenti di servizi di manutenzione del mainframe. T3 e Turbo Hercules additano Ibm per aver impedito ai clienti di utilizzare applicazioni o hardware non Ibm venduti da altri fornitori. “Le accuse rivolte contro IBM da Turbo Hercules e T3 sono state guidate da alcuni dei maggiori rivali di Ibm, capeggiati da Microft, che vogliono consolidare ulteriormente il dominio dei server Wintel, tentando di copiare aspetti dei mainframe IBM senza fare nessun dei sostanziali investimenti che IBM ha fatto e che continua a fare” ha detto Ibm, offrendo la propria massima disponibilità.

Infine sarà forse Agenda Digitale della UE, in futuro, ad aprire Apple, magari costringendo la Mela di Cupertino a portare iTunes su tutti gli smartphone e ad aprire iPad e iPhone a Flash (tecnologia proprietaria che domina sui video).

Il nuovo commissario UE Joaquin Almunia vuole continuare il lavoro iniziato da Mario Monti e proseguito da Neelie Kroes con le maxi multe contro Microsoft (sanzionata per 1.68 miliardi di dollari) e contro Intel (per 1.06 miliardi di euro).  Chi viene multato dall’Antitrust UE, oggi rischia sanzioni fino al 10% del fatturato.

L'Antitrust Usa contro Google
L'Antitrust UE contro Google
Autore: ITespresso
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