Le opzioni di Telecom Italia

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La cessione di 12mila ripetitori wireless porterebbe a Telecom una cifra fra 500 milioni e un miliardo di euro. Le tre chance di Telecom Italia, in attesa del Cda

Telecom Italia, il cui debito è sull’orlo di diventare un debito spazzatura (junk), sta soppesando la possibilità di vendere 12.000 ripetitori  wireless. La cessione porterebbe a Telecom una cifra fra 500 milioni e un miliardo di euro. Questa indiscrezione, riportata da Bloomberg, rende idea del caos che allunga la sua ombra sul futuro di Telecom Italia, il gruppo diviso fra tre opzioni.

Telecom Italia potrebbe seguire le orme di AT&T nel cercare compratori per i ripetitori, man mano che il mercato Tlc si consolida. Ma i direttori di Telecom Italia riunitisi ieri a Milano hanno anche discusso della proposta di riorganizzazione dell’unità domestica di Telecom Italia attraverso la creazione di aziende separate per i servizi consumer e business.

Ma quali sono le tre opzioni sul tavolo del presidente Franco Bernabè? A una settimana dal Cda, si consolida il ruolo di Telefonica, accompagnato dallo spezzatino di Tim Brasil, per questioni Antitrust. Interessato a Tim Brasile sarebbe America Movìl di Carlos Slim, oltre a Vivo. Altre alternative consistono nella scissione di Telco oppure in un’iniziativa Made Italy.

Il prossimo 3 ottobre si terrà l’atteso Cda, in cui sapremo se Telefonica proporrà o meno ai soci italiani di rilevare il controllo del gruppo. Ma sul titolo pesa l’incognita dell’ipotizzato aumento di capitale, indispensabile per snellire il debito: si vocifera di almeno 4 miliardi di euro.

Il piano “made in Italy” invece prevederebbe la cessione del business mobile di Tim e di Tim Brasile, per costruire una Telecom Italia tutta italiana che manterebbe in pancia la rete, scorporata, grazie a Cdp. Gli asset di telefonia mobile (Tim e Tim Brasil) porterebbero in cassa 25 miliardi di euro, abbattendo definitivamente il debito che ammonta a circa 28 miliardi. L’ipotesi italiana vederebbe il coinvolgimento di Findim, Cdp e del fondo F2i (già nel business broadband con Metroweb).

Sanford C. Bernstein afferma che Telecom Italia ha avuto la possibilità di ridurre il debito negli anni scorsi, ma ha sempre rimandato le cose da fare a tempi migliori.

Telecom Italia è valutata 10.6 miliardi di euro, a fronte di 28.8 miliardi di euro di debitti netti (al 30 giugno). L’accordo Telco, che dura ormai da sei anni, dovrebbe dissolversi verso la fine di settimana prossima, quando il 28 settembre Mediobanca venderà le sue azioni. Telco possiede il 22.4% di Telecom Italia; Telefonica, che ha il 10.4%, potrebbe aacquistare azioni da Assicurazioni Generali, Mediobanca e Intesa San Paolo.

Il futuro di Telecom Italia si gioca nella partita dellinnovazione con l’upgrade della rete fissa: l’investimento richiesto oscilla fra i 3 ed i 4 miliardi, e punta a portare la fibra ottica direttamente in casa, dando l’addio alla saga dell’ultimo miglio.

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Le tre opzioni di Telecom Italia
Le tre opzioni di Telecom Italia
Autore: ITespresso
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