Le Pmi sottovalutano la security

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Gli analisti che si occupano di sicurezza descrivono una situazione in cui meno della metà (47%) degli intervistati ritiene che il proprio ambiente sia sicuro

Quando si parla di sicurezza tre percentuali sintetizzano il livello di consapevolezza del fenomeno, con il 40% dei dipendenti aziendali che ritiene la sicurezza un compito esclusivamente del responsabile It, il 32% pensa sia responsabilità dell’amministratore mentre il 25% non possiede alcuna policy It.

L’indagine, condotta da Symantec, conferma che le Pmi, anche italiane, non sono correttamente attrezzate per affrontare i rischi connessi alla sicurezza. Sondando un campione d’indagine qualitativo, che includeva 874 esponenti aziendali appartenenti a nove Paesi europei, i ricercatori hanno evidenziato come il 17% degli intervistati ha ammesso di aver perso sensibili opportunità di business a causa di recenti problemi nella sicurezza e che quasi uno su dieci ha accusato in merito anche perdite finanziarie.

Sfogliando i risultati raccolti emerge come nonostante la diffusa coscienza di virus (93%), spam (91%) e Trojan horse (82%), quasi la metà degli intervistati (48% non sa cosa sia una botnet, ovvero quelle reti di computer collegati ad Internet che, a causa di falle nella sicurezza, vengono infettati da virus informatici o trojan i quali consentono ai loro creatori di controllare il sistema da remoto per scagliare attacchi contro qualsiasi altro sistema in rete.

La stessa ignoranza è stata rilevata in merito alle altre evoluzioni del cybercrime come rootkit, pharming, whaling o minnowing; non a caso, la maggior parte delle aziende a cui appartengono gli intervistati possiede software antivirus (97%) e firewall (93%).

Se solo il 24% degli intervistati ha ammesso che le proprie soluzioni per la sicurezza non coprono tutti i dipendenti, fa pensare di pù il fatto che quasi un’azienda su tre (29%) non possiede processi di backup e recovery, il 65% non dispone di software di crittografia e il 72% non è protetto dalle vulnerabilità. Confrontando il Bel Paese con gli altri Paesi del campione i numeri dicono che il 29% delle aziende italiane intervistate ha un It manager dedicato contro il 33% delle altre nazioni mentre il 42% delle aziende interpellate non utilizza soluzioni di sicurezza estese a tutti i dipendenti, rispetto al 19% della media europea.

La frequenza con cui viene aggiornata la sicurezza It in Italia ? Il 55% del panel italiano lo fa quotidianamente; il 12% settimanalmente e il 10% mensilmente. Solo l’1% esegue gli aggiornamenti una volta all’anno, mentre l’11% lo fa ‘quando è pronto un update’ e il 2% nel momento in cui si trova sotto attacco. Un ultima serie di dati: solo il 35% dichiara di dipendere da una società It specializzata per l’implementazione delle soluzioni per la sicurezza It, mentre il 48% acquista soluzioni pacchettizzate anche presso catene retail, mentre un’azienda su undici si protegge avvalendosi del software regalato insieme alle riviste.

Autore: ITespresso
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