Le priorità ICT del Presidente USA Obama

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Barack Obama: La Net Neutrality è fondamentale

Quali priorità ICT attendono il secondo mandato del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama? Dalla banda larga wireless alla fuga dei dati, dal Green IT alla legislazione sulla propietà intellettuale

Il Presidente Barack Obama è stato rieletto. Ora vediamo le priorità ICT che attendono il secondo mandato del Presidente Obama. I,l settore tecnologico è un mercato chiave per la crescita economica futura degli Stati Uniti. E, poiché ciò che succede negli USA ha un impatto in tutto il mondo, i prossimi quattro anni della Presidenza Obama saranno scandagliati a fondo per vetificare quali temi-chiave avranno un ruolo importante per tutto il settore.

Partiamo dalla legislazione sulla neutralità della Rete. Il tema della Net neutrality si trrascina fin dal primo mandato del Presidente Obama, e da allora le associazioni cnsumatori chiedono regole certe per mettere fine al limite del traffico, basato sull’uso delle applicazioni, operato dai gestori telefonici. FCC ha provato a mettere i campo forti protezioni, ma i conservatori hanno cercato di rimuovere i limiti o mettere blocchi. Altro tema prioritario è quello dell’accesso allo spettro per le reti di banda larga wireless: gli utenti hanno fame di banda larga mobile, ma lo spazio dello spettro disponibile rimane un punto interrogrativo. Le frequenze premium come quelle LTE hanno costi esorbitanti, visto che i carrier stanno acquistando e vendendo blocchi di spettro wireless per miliardi di dollari. Ora il governo deve permettere di riutilizzare le frequenze non usate per altri scopi. In Italia è il tema del Beauty contest con le frequenze abbandonate dalla Tv analogica. In USA ferve da anni il dibattito sugli White spaces. Ma la banda larga wireless rimane uno dei temi più scottanti, man mano che l’ettronica di consumo sposa ecosistemi che hanno bisogno di connettersi a nuvole di dati.

Un altro tema hot riguarda la realizzazione delle infastrutture di reti: mentre in Europa ed Asia i centri sono densamente popolati e le città sono fra loro relativamente ravvicinate, gli USA hanno invece un surplus di spazi aperti fra centri popolati. Fra una città e l’altra ci sono vaste aree rurali, poco o nulla popolate. Questa bassa densità di popolazione ha creato una differenza di copertura fra le aree metropolitane e le aree rurali, dove i carrier e gli ISP non hanno vantaggi ad investire. Ma costruire datacentre in zone remote, traendo benefecio dalle energie rinnovabili, potrebbe essere la soluzione per sanare il divario digitale. L’uragano Sandy ha poi offeri dimostrazione che non solo aree rurali necessitano di investimenti infrastrutturali, ma ormai le reti mobili giocano un ruolo di primo piano per collegare cittadini ed autorità nei casi di salvataggio da disastri naturali.

Altro tema caldo verte sulle regole di monitoraggio per motivi di sicurezza nazionale: nel mondo analogico erano chiare le linee guida che le autorità avevano poer ottenere ed utilizzare i dati collezionati dal  monitoraggio e dalla sorveglianza. Ma con l’avvento delle nuove tecnologie, i confini si sono sfumati, e nell’era del Social networking si sono create vaste aree grige in cui la cyber-sorveglianza impera. Anche il capitolo droni è sempre più d’attualità: quali dati possono raccogliere i droni e quando devono chiedere garanzie e permessi? Le domande non sono pleonastiche.

Assicurare fondi di ricerca è un imperativo, ma poi bisogna decidere dove investire in R&D. Obama è aperto all’outsourcing R&D verso aziende private. La Cina investe in modo massiccio nella green energy, e gli USA, se vogliono rimanere competitivi, dovranno continuare ad investire nella ricerca e sviluppo delle energie ecosostenibili. L’amministrazione Obama ha investito 200 milioni nella big data analytics per la ricerca scientifica, con l’obiettivo di creare una grande forza di lavoro specializzata in Big Data e creare nuovo hardware computing per la ricerca di dati. Gli investimenti in auto elettriche e big data non daranno dividendi subito, ma si tratta di investimenti lungimmiranti.

Se Julian Assange di WikiLeaks è l’uomo most wanted dagli Stati Uniti, è la dimostrazione che la “fuga dei dati” rappresenta uno dei pericoli più grossi per un governo. Ovviamente Assange non è affatto un nemico reale, ma il tema del whistle-blowing rimane all’ordine del giorno. Anche di estrema attualità è la sicurezza IT ai vertici di CIA e Fbi, da quando si è scoperto che il numero uno della CIA, il generale David Petraeus, usava Gmail e non un account protetto a prova di hacking. Implementare forti misure di sicurezza è una priorità del governo Obama.

Espandere gli sforzi nel Green IT, la legislazione della proprietà intellettuale (IP) e siglare una “pace tecnologica”con la Cina.

Se Apple, Samsung e Motorola si accordassero sul fatto che l’attuale normativa sull’IP fa ormai acqua da tutte le parti, si eviterebbe un eccessivo ricorso ai tribunali, che tende a rallentare l’innovazione e incide sui diritti dei consumatori. Sanare il sistema dei brevetti significa creare un nuovo insieme di leggi adeguato alla tecnologia di oggi, e non al mondo obsoleto ed anacronistico di ieri. Si ridurrebbero le dispute per violazione dei brevetti e si metterebbe l’accento sulla vera innovazione.

Siglare una “Pax tecnologica” con la Cina sarebbe importante: se le relazione nel G2, fra USA e Cina, sono apparentemente buone, sotto la cenere covano tanti punti interrogativi. La Cina è stata accusata di un cyber-attacco alla Casa Bianca. Le aziende cinesi Huawei e ZTE sono state additate come potenziali spie, e sono diventate due pariah nel mondo IT. La cyber guerra fredda non fa bene all’ICT.

Infine bisogna tenere alta la guardia contro il cyber spionaggio e contro lo spionaggio, nell’era di Flame e Stuxnet. I Datacentre, sia militari che privati, sono nel mirino del cyber-crime. Anche le infrastrutture critiche sono a rischio. L’amministrazione Obama dovrà correre ai ripari, mentre sale il “rischio Iran”.

Le priorità ICT di Barack Obama, presidente USA
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Autore: ITespresso
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