Le prospettive di AMD, da Barcelona ai 32 nm

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Sul fronte delle Cpu da server Amd era già competitiva prima del lancio
dell’Opteron quad-core, e sicuramente il nuovo processore aiuterà la società a
mantenere la posizione e a raggiungere nicchie importanti

Sul fronte delle Cpu da server Amd era già competitiva prima del lancio dell’Opteron quad-core, e sicuramente il nuovo processore aiuterà la società a mantenere la posizione e a raggiungere nicchie importanti. Inoltre lo sviluppo di una tecnologia quad-core nativa, al posto dell’approccio MCM (Multi-Chip Module) adottato finora da Intel, apre ad AMD nuove strade per la realizzazione di sistemi con un numero ancora maggiore di core. In più il nuovo chip da 460 milioni di transistor a 65 nanometri offre nuove istruzioni SSE4a e diverse altre migliorie, come un bus a 256 bit per le cache, un più efficiente risparmio energetico, ritocchi al sistema di virtualizzazione integrato e l’HyperTransport 3. Molte di queste caratteristiche verranno riprese tra un paio di mesi dai nuovi Phenom per sistemi desktop. La partita dei processori si gioca però soprattutto su tempi e costi, e AMD è in difficoltà su entrambi i fronti e si è dissanguata economicamente in seguito all’acquisizione di ATI e alla guerra dei ribassi con Intel. La sua roadmap è inoltre in leggero ritardo sia per quanto riguarda lo sviluppo delle CPU che quello delle schede grafiche ATI. Non si tratta di un ritardo irrecuperabile. Intel è arrivata per prima ai 65 nanometri e arriverà per prima, tra fine anno e l’inizio del 2008, anche ai 45. Il gap è di circa 3-4 mesi, lo stesso ritardo che ha diviso le ultime GPU ATI per DirectX 10 dai prodotti concorrenti di Nvidia, che le ha rubato importanti quote di mercato. In molti si chiedono se questo ritardo sia dovuto alla comprensibile difficoltà a “digerire” l’acquisizione di Ati, o si tratti di un sintomo di un malessere più generale della società, che non riesce più a reggere la durissima competizione. Un indicatore di come stanno le cose saranno i tempi di riconversione dei processi produttivi. Se le soluzioni a 45 nanometri di Amd seguiranno i Penryn e Wolfdale di Intel di non più di 3-4 mesi, vuol dire che il ritardo è stabile o in via di recupero. Altrimenti… E già si parla di 32 nanometri come della grande sfida per il 2009, che per Amd sarà anche l’anno di Fusion e, sperano, della resa dei conti definitiva. Sarà l’anno decisivo per capire se il regime di forte concorrenza che tiene bassi i prezzi dei processori e permette lo sviluppo di tutta l’IT continuerà anche nei prossimi anni. Ricordiamo che raggiungere nuovi traguardi di miniaturizzazione significa non solo processori più ricchi di funzionalità ed efficienti dal punto di vista energetico, ma anche molto meno cari da produrre: sugli stessi wafer di silicio ce ne stanno infatti molti di più. Proprio per questo chi arriva prima ha il coltello dalla parte del manico.

Autore: ITespresso
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