Le prove generali di Ipv6

MarketingNetworkReti e infrastrutture

Akamai metterà a disposizione la sua piattaforma globale di quasi centomila server in 72 paesi per testare il traffico Web con Ipv6. Una “prova generale”, per fugare dubbi su potenziali “crash”

L8 giugno è la giornata di Ipv6, la sesta generazione del protocollo Internet. I Big di Internet saranno tutti presenti nel maxi test in occasione dell’Ipv6 World Day. Il test serve per capire se siamo pronti per la migrazione da Ipv4 a Ipv6. I vantaggi di Ipv6 sono i seguenti: innanzitutto si sono esauririti gli indirizzi Ip (4,3 miliardi di indirizzi); assicura una maggiore sicurezza nelle comunicazioni; applicazioni evolute e flessibili; Ipv6 sarà inoltre critico per i dispositivi mobili e per la cosiddetta ‘Internet delle cose‘. Internet delle cose sarà quando “due calzini saranno dotati di sensori RFID in grado di ‘parlare’ tra loro, reagire alle condizioni ambientali e comunicare l’uno la posizione dell’altro“, grazie alla capacità di interagire autonomamente della rete di sensori. La prossima frontiera dell’advertising online e del Web.

In dieci anni siamo passati da 250 milioni a due miliardi di utenti connessi. Una crescita tumultuosa che richiedeva un upgrade infrastrutturale.

A partecipare al trest dell’8 giugno sono Google, Fastweb, Cisco, Akamai, Yahoo!, Facebook. Il test serve adanalizzare per 24 ore che cosa accade passando fra le due tecnologie. Akamai Technologies metterà a disposizione la sua piattaforma globale di quasi centomila server in 72 paesi per verificare e visualizzare in tempo reale i dati del traffico Web Ipv6. Insomma, una “prova generaledello switch-off, per fugare dubbi su potenziali  “crash” e altre preoccupazioni tecniche.

Ma il passaggio all’Ipv6 è indispensabile per evitare di sobbarcarsi costi maggiori e soprattutto il rischio di restrizioni all’uso di Internet da parte degli utenti di tutto il mondo. Perché: “Se il passaggio a IPv6 non si compie decentemente e globalmente entro quest’anno, dunque, è lecito attendersi che – non potendo frenare né l’espansione né le tranches della rete già pronte per IPv6 – avremo per la prima volta aree di Internet che non si parlano fra loro, non sussistendo più la condivisione del protocollo“ (The Inquirer).

La frammentazione in due tronconi porterebbe: una parte (capace di IPv6 e IPv4), quella più “ricca” tecnologicamente rispetto all’altra; e un’altra parte meno avanzata (solo IPv4). Ciò significa che potrebbe essere la scusa finale per dare il via alla famigerata Internet 2: “in Europa i carriers (soprattutto mobili) pensano da tempo a differenziare gli accessi fra VIP e Consumers.”Ci si potrebbe allora trovare di fronte a una rete superveloce ed efficiente su cui troviamo i content providers più ricchi che pagano di più e più velocemente i carriers separata da un’altra rete su cui viaggiano le start-up, i progetti free eccetera”.

Ipv6, prove di switch-off l'8 giugno
Ipv6, prove di switch-off l
Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore