Le regioni fanno da apripista alla banda larga

AziendeBanda LargaNetworkReti e infrastrutture

Gli 800 milioni di euro per azzerare il Digital Divide in Italia, che riguarda circa il 13% degli abitanti, continuano a mancare, mentre gli Usa stanno per varare un piano “faraonico” per la banda larga da 18 miliardi di dollari. Ma le regioni (prima il Lazio con Roma, poi il Trentino Alto-Adige, ieri la Lombardia) cercano una via di uscita all’impasse del governo centrale. Le regioni si impegnano sia a superare il divario digitale sia a rispondere alle esigenze di banda ultra-larga per portare ai cittadini innovazione, sanità elettronica, e-learning e un boom di video digitali in alta definizione. Saranno sufficienti le regioni apripista a voltare pagina?

L’Italia non è ancora un paese per Internet e il Digitale: lo dimostra la mancata riforma del Decreto Pisanu, più volte annunciata, per il Wi-Fi libero; lo sottolineano i numeri imponenti del Digital Divide (13%); l’assenza di banda ultra-larga che ci condanna a un pesante Bandwith Divide; lo stand-by degli 800 milioni di euro per la banda larga (sempre promessi, sempre slittati in oltre 2 anni); il “pasticcio” sul Codice dell’Anministrazione Digitale; e anche la sagra dei segni meno dell’anticipazione del Rapporto Assinform 2010.

Ma qualcosa “in periferia” si muove. Prima il Lazio con Roma, poi il Trentino Alto-Adige e ora la Lombardia hanno dichiarato guerra al Digital Divide e promesso di voltare pagina in tema di banda larga. La Banda larga diventa “materia” elettorale, dopo essere stata snobbata per anni dalla poltica di serie A.

Nei piani di queste regioni si parla di fibra ottica, reti Ngn, fondi europei, investimenti privati. Anche se ci si è dimenticati del Wi-Max, che solo un anno fa sembrava catalizzare l’attenzione di tutti per azzerare il gap tra chi è connesso in banda larga e chi no, i piani regionali parlano con le parole dell’innovazione. Sarà la volta buona?

Anche perché gli Usa stanno per fare sul serio (il 17 febbraio Fcc presenterà il suo piano nazionale, forse da 18 miliardi di dollari). Mentre l’Italia è ultima (tra crescita e Pil pro-capite), la banda larga e la riforma della PA digitale (che sono intimamente connesse: non c’è una senza l’altra) promettono di essere un volano per l’economia nei paesi Ocse. La banda larga da 100 Mega sarà uno dei punti di forza della riscossa dei Tory, i conservatori inglesi contro i laburisti, in Gran Bretagna. Contro le strettoie della crisi, la banda deve essere larga.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore