Le regole del gioco

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Non fatevi ingannare dai luoghi comuni: i videogiochi possono rappresentare un’ottima occasione per educare i più giovani. E star loro vicini.

E’ un pregiudizio duro a morire quello che vede nei videogiochi un ostacolo allo sviluppo cognitivo dei più giovani, un freno alla loro fantasia, quando non addirittura un pericolo per la loro salute fisica e psicologica. Con la consueta retorica dei “bei tempi andati” sì è sempre usato liquidare i videogiochi paragonandoli, in senso negativo, al sano gioco del pallone, ai Lego o a qualunque altra attività ludica che coinvolgesse la manualità. Insomma, i videogiochi starebbero a gli altri giochi come la plastica sta al legno, le merendine confezionate al pane imburrato e i surgelati precotti alla pasta fatta in casa. Possibilmente dalla nonna. Che ci siano dei pessimi videogiochi è indubbio, ma questo generico anticonformismo culturale (che altro non è che un tipo diverso di conformismo), spesso spinge a “buttare via il bambino insieme all’acqua sporca”. In realtà, i benefici (o i danni) che possono derivare ai ragazzi dai videogiochi, sono più legati alle modalità del consumo, che non al genere di intrattenimento in se stesso. Da questo punto di vista, quindi, il problema è più questione di “buoni educatori” che di “buoni videogiochi”. Gran parte dei genitori ha solo una vaga idea di cosa sia effettivamente un videogioco e, pertanto, non solo non è in grado di controllare e valutare le scelte dei figli, ma soprattutto non è nelle condizioni di orientarle. Troppo spesso, anche inconsciamente, gli adulti tendono a tollerare i videogiochi nel ruolo di babysitter elettronica. Un ruolo nel quale parrebbero superiori anche alla “cattiva maestra televisione” dal momento che, a differenza di quella, possono essere utilizzati sempre, senza limiti d’orario. Ecco perché abbiamo raccolto in queste pagine una sintetica guida ai videogiochi, destinata, per una volta, proprio ai genitori (o, in senso più lato, a coloro che hanno comunque compiti educativi). Vorremmo metterli in grado di liberarsi di tanti luoghi comuni, aggiungendo qualche piccolo suggerimento per rendere più sano e sicuro uno dei passatempi preferiti dei loro figli. L’idea di fondo è dunque quella di fornire ai genitori le nozioni di base per capire e conoscere i videogiochi, sceglierli insieme ai propri figli e, perché no, usarli per giocare insieme a loro.

Autore: ITespresso
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