Le reti mobili secondo Cisco

Management

L’infrastruttura Cmx consente agli operatori di gestire servizi,
contenuti, utenti e billing con la massima flessibilità.

Cisco Systems intende portare la sua consolidata esperienza legata alle reti Ip fisse anche al mondo delle comunicazioni mobili. La strategia enfatizzata recentemente anche da John Chambers, presidente e Ceo della società, si concretizza con il lancio dell’architettura denominata Cisco mobile exchange (Cmx). Cmx è un insieme di componenti hardware e software pensato per rispondere a specifiche esigenze degli operatori che gestiscono reti di comunicazione mobili che intendono fornire ai loro clienti, consumer e business, nuovi servizi basati sulla trasmissione dati. Servizi che devono poter contare su una piattaforma tecnologica estremamente flessibile e affidabile al fine di permettere la realizzazione di proposte commerciali che consentano agli operatori di differenziare le loro offerte. Gaetano Pellegrino, responsabile business development Emea mobile team di Cisco Systems, spiega i vantaggi e le funzionalità dell’architettura Cmx: “Ciò che abbiamo fatto è realizzare una serie di nuove componenti capaci di aggiungere funzionalità alle infrastrutture basate su dispositivi come gli switch Catalyst 6500 e i router 7600 che gli operatori già utilizzano. Le nuove funzionalità si identificano principalmente con il Content service gateway, il Service selection gateway, il Cns access register e il Mobile Ip home agent”. Il Content service gateway è lo strumento che consente di collegare ogni singolo profilo utente alle priorità di accesso assegnate dall’operatore sulla base dei servizi acquistati. Il tutto è associato al sistema per la definizione delle tariffe che può essere gestito dall’operatore secondo diverse modalità in funzione della specificità dei servizi specifici. I profili utente possono essere definiti sia sulla base di ciò che il singolo utente ha acquistato, ma anche tenendo in considerazione il tipo di utente, per esempio quelli più giovani ai quali limitare l’accesso a determinati contenuti o servizi definendo un apposito profilo junior. Il Service selection gateway consente invece l’erogazione dei servizi indipendentemente dalla tipologia di connessione disponibile: Gprs, Umts, Wi-fi, aspetto fondamentale per le imprese che intendono offrire ai loro dipendenti la possibilità di accedere ai dati aziendali in mobilità. Il Cns access register permette di integrare modalità di autenticazione degli accessi non necessariamente legate all’utilizzo della scheda sim dei telefonini. Funzione, questa, ideale per gli operatori che intendono garantire l’accesso anche tramite hot spot Wi-fi posizionati in luoghi pubblici. Il Mobile Ip home agent è infine la componente che garantisce la continuità della connessione anche quando l’utente di sposta da una tipologia di rete all’altra, per esempio dall’hot spot Wi-fi alla rete Umts. Cmx integra anche il Gateway Gprs support module che, sottolinea Pellegrino, non è una novità ma la sua presenza completa l’architettura e unifica tutte le procedure di gestione che risultano semplificate. “L’architettura Cmx è utilizzata in Italia da H3g che la utilizza quale supporto al suo nuovo programma denominato ‘3 for business open’ che si propone di coinvolgere terze parti nella realizzazione di applicazioni per il mobile. Altri operatori nazionali ? dice Pellegrino ? sono al momento ancora in fase di test e collaudo della infrastruttura”. Mentre all’estero è la tedesca T-mobile una delle principali società di telecomunicazione che ha già implementato Cisco mobile exchange. L’architettura Cmx parte con un grande vantaggio: quello di fare leva su componenti già presenti nel contesto delle reti degli operatori. Ciò si traduce nella possibilità di arricchire le funzionalità senza dover affrontare nuovi ingenti investimenti, e tempi rapidi tra la definizione di un nuovo servizio e la sua effettiva disponibilità sul mercato, elemento fondamentale in un settore altamente competitivo come quello delle telecomunicazioni mobili. Inoltre Cmx si propone come tecnologia capace di consolidare il ruolo dei content provider, ovvero delle terze parti che forniscono servizi e contenuti agli operatori, perché mette a disposizione efficaci strumenti sia per il billing, quindi per la fatturazione dei singoli servizi, sia per la gestione dei diritti di proprietà sui contenuti. “Cmx è indipendente dal dispositivo ? sottolinea il responsabile del business development -. L’accesso alle applicazioni deve essere possibile con un personal computer così come con uno smartphone, per questo abbiamo scelto di utilizzare Java quale linguaggio di programmazione per le interfacce dei terminali”. Va infine sottolineato che l’architettura Cmx offre le necessarie funzionalità per la sicurezza dei dati e delle transazioni, per esempio tramite la gestione dei Vpn (Virtual private network) client, e che Cisco sta lavorando a piattaforme tecnologiche capaci di superare quello che ancora è il grande limite alla diffusione del Wi-fi pubblico: il roaming tra i diversi operatori.

Autore: ITespresso
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