Le società di analisi mettono sotto la lente i tilt di Gmail

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I black-out degli ultimi mesi potrebbero frenare l’adozione corporate di Google Apps. Gartner, Nucleus Research, Global Equities Research e esprimono il proprio parere

L’ultimo black-out di Gmail , di circa due ore, a causa di un errore, non è passato inosservato sui media. Nell’anno del cloud computing, gli sforzi di Google (2 anni e mezzo di intenso lavoro) per rendere Google Apps ( uscito dalla Beta di recente, con Gmail) appetibile alle aziende, potrebbe subire una doccia fredda o comunque un rallentamento.

Le società di analisi hanno messo sotto la lente i tilt di Gmail. ecco i pareri finora espressi, e raccolti da Reuters. “Questa è una cattiva notizia per Google. La posta elettronica è uno strumento chiave, e simili disservizi sono inaccettabili“, ha commentato Nucleus Research.

Anche Gartner è andata con il piede pesante: “La restituzione di soldi in un servizio e-mail è sempre una soluzione amara. Tutti preferirebbero un uptime ad un risarcimento“, ha sostenuto con un velo di ironia Gartner.

Su 15 milioni di utenti corporate di G-mail versione gratuita, solo “centinaia di migliaia” hanno scelto un abbonamento a pagamento: una gocca nell’acqua? “Una volta ci si abitua ad avere qualcosa gratis, ci si aspetta di poter ottenere di piùsempre gratis“, ha sottolineato Global Equities Research. L’era del tutto gratis, sostenuto dall’advertising online, ha creato una generazione poco propensa ad aprire il cordone della borsa. Anche se l’abbonamento annuale per il servizio e-mail Google Apps per aziende, costa solo 50 dollari all’anno a utente.

1,75 milioni di aziende usano Google Apps, ma per competere contro colossi come Microsoft e Ibm nel cloud computing, Google deve voltare pagina sui recenti disservizi. Le sucuse sul blog , non bastano.

Autore: ITespresso
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