Le spesa per la sicurezza resta solida in Europa

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Le preoccupazioni economiche non impediranno di raggiungere un volume di 12,5 miliardi di euro nel 2008

L’Europa Occidentale aumenterà la spesa in sicurezza It nonostante le controverse condizioni economiche causate dalla crisi del credito, secondo le ultime rilevazioni di Idc. In particolare, le aziende continuano a lamentare “gap” sul fronte dell’identity & access management, della lotta alle minacce e della compliance.

In base alle stime di Idc, la spesa in sicurezza It (hardware, software e servizi) salirà quest’anno a 12,5 miliardi di euro, con un incremento del 17,3% rispetto al 2006 (10,2 miliardi di euro). Il tasso di crescita è però destinato a scendere nei prossimi quattro anni, tenendo una media dell’11,8% fino al 2012. Lo studio ha coperto sedici paesi europei, compresa l’Italia.

I dati contraddicono la tendenza rilevata a livello mondiale. Idc, infatti, aveva già evidenziato come alcune grandi aziende americane ed europee avessero congelato gli investimenti It a causa della crisi bancaria. Invece, ora nota come la spesa per la sicurezza dell’online banking crescerà comunque in Europa, poiché molti paesi sono chiamati a implementare nuove normative. Discorso simile si può fare per gli Usa, dove sono entrate in vigore le regole create dal Federal Financial Institutions Examination Council.

Secondo Idc, sono destinate a crescere anche le vendite di dispositivi hardware di sicurezza, in particolare quelli Utm (Unified Threat Management), che sono in grado di gestire vari task di sicurezza. La tendenza all’uso dei portatili, inoltre, porta con sé la necessità di contrastare i correlati rischi di perdita dei dati o introduzione di software insicuro nelle reti aziendali.

Autore: ITespresso
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