Le startup che puntano all’Ipo in Borsa entro fine 2016

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Startup verso l'IPO entro il 2016: altre invece nicchiano
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Da Snapchat a FitBit, le startup che potrebbero quotarsi a Wall Street entro fine 2016. Altre startup attese – come Xiaomi e Uber – non hanno ancora progetti di IPO in vista. Si rincorrono voci su Square

Da Snapchat a FitBit, alcune startup scalpitano per quotarsi a Wall Street. Altre startup, invece, non hanno ancora annunciato l’initial public offering (IPO) come per esempio Uber, il servizio di noleggio auto via app, che ha appena chiesto alle banche una linea di credito da un miliardo di dollari, per non arrivare alla quotazione con l’acqua alla gola: il cash per le operazioni quotidiane è assicurato. Intanto, Uber stringe amicizia con le banche in vista dell’IPO, riporta il Wall Street Journal. Fondata a San Francisco in 2010 nel 2010, la startup del Ceo Travis Kalanick ha compiuto cinque anni, ma non ha mai ufficializzato una roadmap per l’IPO. Per ora sono solo ipotesi dei media.

Nonostante le vivaci proteste dei tassisti nel mondo, Uber ormai opera in centinaia di città su scala globale (311 città in 58 Paesi)  e ha generato un fatturato pari a 400 milioni di dollari nel 2014. Ormai vale circa 50 miliardi di dollari, una valutazione uguale a quella di Facebook alla vigilia dello sbarco in Borsa. Uber, che sta testando una  self-driving car a Pittsburgh, per ora non sembra avere fretta di quotarsi, ma secondo il Wsj la data ipotetica di un’IPO potrebbe essere nel 2016.

L’altra startup di questa Star economy è Xiaomi, il vendor di smartphone Android che sfida Apple in Cina: ha raccolto 1.1 miliardi di dollari a dicembre, raggiungendo una valutazione da 45 miliardi di dollari. Xiaomi è la prossima dopo Alibaba, ma non avrebbe piani di IPO per almeno 5 anni: tuttavia, le voci di un approdo in Borsa nel 2016 (in USA o a Hong Kong), da prendere con le pinze, non vanno neanche del tutto escluse.

Startup verso l'IPO entro il 2016: altre invece nicchiano
Startup verso l’IPO entro il 2016: altre invece nicchiano

Parliamo invece delle prossime quotazioni certe: FitBit, azienda della Wearable Tech, si quoterà a fine 2015. Si parla di un prezzo fra 14 e 16 dollari; FitBit vuole vendere 22.4 milioni di azioni per raccogliere approssimatamente 358 milioni di dollari, sbarcando al NYSE col simbolo ‘FIT.’ L’azienda deve affrontare due denunce mosse dalla rivale Jawbone, che detiene il 4.4% del mercato globala della tecnologia indossabile. Il mercato della Wearable Tech ha registrato un balzo del 200% nel primo trimestre 2015: secondo Idc, le vendite triplicheranno da 21 milioni di device venduti a livello globale nel 2014 a 144 milioni nel 2018, ma la competizione è agguerritissima. Proprio la cinese Xiaomi ha agguantato il 25% del mercato della wearable nel primo trimestre 2015, appena un anno dopo aver lanciato il Mi Band da 15 dollari. Per non parlare di Apple Watch.

Snapchat – l’app di messaggistica che cancella le tracce (che però rimangono sui server aziendali), salvando la privacy e l’immagine pubblica dei giovani (che non saranno inchiodati a vita per una bravata commessa in 3 secondi) – ha di recente confermato l’esistenza di piani per l’Ipo a Wall Street: il Ce e co-fondatore Evan Spiege, enfant terrible del mondo hi-tech che disse no a Mark Zuckerberg (rifiutando un’acquisizione da 3 miliardi di dollari), sa che quello che i teenager desiderano non è in Tv o su Facebook (come ha scritto Bloomberg di recente) e vanta 100milioni di utenti, per lo più giovani.Dopo aver declinato l’offerta dei Big, Snapchat è ormai considerata l’Eldorado degli investitori: il 60% dei 13-34enni utenti di  smartphone sono attivi sul servizio e insieme guardano oltre 2 miliardi di video al giorno. La metà di quelli visti su Facebook, per inciso.

Infine, c’è Square, che sarebbe pronta per l’IPO nel 2015: potrebbe valere fra 20-30 miliardi di dollari, secondo l’ex Coo (fra il 2010 e 2013) Keith Rabois. Ma ancora non ha detto il sì definitivo.

Jack Dorsey, tornato a fare il Ceo ad interim di Twitter – dopo il burrascoso addio di Dick Costolo – in vista della nomina del nuovo Ceo (o di un’acquisizione del microblogging, ipotesi da non escludere), continua ad essere al vertice di Square, la startup dei pagamenti mobili. Square ha margini cinque volte superiori ad Amazon, secondo Bloomberg. Forbes ritiene che Square stia preparando l’IPO, ma ancora non ci sono notizie ufficiali.

 

Autore: ITespresso
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