Le Tlc puntano alle fusioni per superare il momento critico

NetworkReti e infrastrutture

At&t ha avviato trattative con VoiceStream, mentre Vodafone AirTouch vorrebbe rilevare il 44% di Cegetel, di proprietà di Vivendi Universal

A met degli anni Sessanta, quando lIct era ancora in embrione e la merge-mania non era ancora esplosa come fenomeno quasi di massa, lavvocato Agnelli aveva stupito il mondo dellindustria internazionale, profetizzando che il futuro dei principali comparti produttivi (quindi non solamente quello dellautomobile) sarebbe stato caratterizzato dalle fusioni. Le telecomunicazioni sono da diverso tempo nellocchio del ciclone e c anche chi le accusa, senza mezzi termini, di essere la zavorra che rischia di fare affondare lintero bastimento dellIct. Per superare il momento – reso ancora pi difficile dal boom degli scandali finanziari americani e dallinstabilit delle Borse – e anche per sopravvivere a se stesse, alcune grandi aziende di Tlc stanno riscoprendo listituto della joint venture. E il caso dellamericana Att Wireless, consociata dellomonimo colosso che si occupa di telefonia mobile, che – dopo avere acquistato TeleCorp per 3 miliardi di dollari – ha avviato trattative per una fusione con VoiceStream, la societ americana controllata da Deutsche Telekom e avente sede a Bellevue, nello Stato di Washington. Se lintesa si far, ne scaturirebbe unoperazione da 10 miliardi di dollari, in grado di dare vita al secondo gruppo Usa di telecomunicazioni cellulari con tecnologia Gsm. Gli abbonati sarebbero infatti 25 milioni (contro i 29,4 milioni di Verizon, il numero uno americano del comparto), che garantirebbero un fatturato di 25 miliardi di dollari. Ma anche il caso di Vodafone AirTouch, lazienda inglese leader mondiale nel mercato delle comunicazioni cellulari, che starebbe cercando di acquistare il 44% di Cegetel, attualmente di propriet di Vivendi Universal. Bisogner comunque stare a vedere come evolver il mercato mondiale dei cellulari. Anche se molti dei pi grandi costruttori di questi dispositivi sono statunitensi, dallaltra parte delloceano il telefonino non loggetto di comunicazione di massa che invece diventato in alcuni Paesi europei, tra cui lItalia. Tanto vero che ce lha solamente il 45% degli americani e che le previsioni per i prossimi anni parlano di un forte calo di interesse per questi dispositivi.

Autore: ITespresso
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