L’economia digitale è frenata dalle basse competenze IT

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L’Italia si piazza al 25esimo posto in Europa. Solo il 5,1% delle Pmi sfrutta l’e-commerce e l’economia digitale vale appena il 4,8% del fatturato complessivo delle aziende italiane. Sul banco degli imputati, la scarsa diffusione di e-skills (competenze digitali)

Secondo uno studio della Commissione Europea, l’economia digitale in Italia è frenata dalla scarsa diffusione di e-skills e cioè dalle basse competenze digitali in possesso degli italiani.

Commissione Europea: L'economia digitale in Italia è frenata dalla scarsa diffusione di e-skills
Commissione Europea: L’economia digitale in Italia è frenata dalla scarsa diffusione di e-skills

Solo il 59% degli italiani naviga abitualmente in Rete – percentuale che ci relega a Paese fanalino di coda in Europa nell’accesso a Internet (contro il 75% nel 2014 e il 72% nel 2013 della media europea) -, mentre la percentuale della popolazione italiana che non ha mai usato il Web, pari al 31%, è fra le più alte del continente.

A inchiodare l’Italia ai margini non sono solo la scarsa diffusione della banda larga e il solito digital divide, ma soprattutto il divario culturale. Un gap che si evince anche dai seguenti dati: solo il 42% dei cyber-navigatori si serve dei servizi bancari online e appena il 35% fa shopping online.

Secondo la Commissione europea, appena il 21% delle famiglie accede a Internet veloce, mentre si ferma al 51% delle famiglie con abbonamento a banda larga fissa e gli abbonamenti a banda larga superiore a 30 Mbps languono al 2,2%.

L’Italia si piazza al 25esimo posto in Europa. Neanche il lieve miglioramento può far dimenticare i ritardi italiani: solo il 5,1% delle Pmi sfrutta l’e-commerce e l’economia digitale vale appena il 4,8% del fatturato complessivo delle aziende italiane. In Europa sfiora il 15%, la percentuale delle piccole e medie imprese che vende online, ma meno della metà fa export.

I servizi pubblici di e-government sono scarsi in Italia, ma non brillano neanche in Europa, dove il 33% degli utenti europei ha inviato informazioni alle autorità pubbliche compilando moduli online (si va dal 69% della Danimarca al 6% della Romania), un modesto 26% dei medici di famiglia in Europa utilizza le prescrizioni elettroniche (da inviare ai farmacisti: si passa dal 100% in Estonia allo zero di Malta).

Il tema dell’alfabetizzazione informatica e delle competenze digitali è cruciale per il nostro Paese, già in ritardo su tanti fronti.

Poiché scarseggia in Europa la professionalità digitale, attualmente risultano disponibili 449 mila posizioni nel 2014 e si prevede che nel 2020 saranno tra 730 mila e 1,35 milioni (fonte: Empirica 2013).

A proposito di competenze digitali, la Commissione europea ha lanciato E-skills for jobs 2014, per diffondere le competenze digitali e dell’imprenditorialità digitale nelle scuole e nelle università. E-skills for jobs 2014 e Fostering Digital Enterpreneurship sono due progetti della Commissione Europea nell’ambito della Grand Coalition for Digital Jobs, di cui in Italia si fa garante l’Anitec (Associazione nazionale Industrie Informatica, Telecomunicazioni ed Elettronica di consumo.

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Autore: ITespresso
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