Un consiglio europeo per l’economia digitale: a Bruxelles il 24 e 25 ottobre

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Agenda Digitale in ritardo di 600 giorni e 35 decreti attuativi
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Al consiglio europeo di Bruxelles a fine ottobre, il primo dedicato all’economia digitale, l’Italia presenterà i tre progetti strategici per l’Agenda Digitale, elaborati da Francesco Caio per il governo: anagrafe unica, identità digitale, fatturazione elettronica

Il 24 e il 25 ottobre a Bruxelles si svolgerà il primo consiglio europeo dedicato all’economia digitale nella UE. L’Italia rischia di arrivare in ritardo all’appuntamento, visti i ritardi accumulati sull’Agenda Digitale. Ancora mancano i decreti attuativi.

Al Consiglio europeo verranno presentate le strategie del governo per l’Agenda digitale, a partire dai tre progetti prioritari identificati dal Mister Agenda digitale, Francesco Caio.

I tre progetti prioritari sono: anagrafe unica, identità digitale, fatturazione elettronica. L’Anagrafe Unica coinvolgerà tutte le PAL e gli enti (Ministeri, Regioni, Comuni, Istat eccetera). La Fatturazione elettronica sarà forse accompagnata dalla nascita di una piattaforma unica per i pagamenti verso la PA: i nuovi obblighi dovrebbero generare risparmi nella PA per 1,6 miliardi di euro, ai quali si dovrebbero sommare ulteriori 3 miliardi di euro di vantaggi per l’intero Sistema Paese, se la pratica si diffonderà anche solo in un quinto dei rapporti tra imprese. Il processo completo di digitalizzazione del ciclo del pagamento con le Pubbliche Amministrazioni, dovrebbe produrre 60 miliardi di euro di risparmi, rendendo la dematerializzazione uno strumento efficace per battere la crisi.

Nei gioeni scorsi, all’evento annuale di Between a Capri, Agostino Ragosa ha dato qualche anticipazione sui bandi in arrivo ed il coinvolgimento delle Regioni: accentramento declinato nelle realtà regionali; nascita di 40-50 datacenter nazionali mettendo a sistema  gli attuali 4-5 mila Centri di elaborazione dati (Ced) gestiti da PA locali e centrali. Ma rimane il fatto che l’Agenda digitale è ferma al palo se non accelera sul varo dei decreti attuativi.

I costi del non fare in tema di broad band costano 35 miliardi di euro all’Italia. Secondo uno studio di School of Management-Politecnico di Milano, ogni ritardo dell’Agenda digitale manda in fumo risparmi per 20 miliardi e maggiori entrate per lo Stato pari a 5 miliardi in un triennio. E “ogni euro di investimento nel settore ICT genera un incremento sul PIL nazionale pari a 1,45 euro“.

I prossimi passi dell'Agenda Digitale. La digital economy si dà appuntamento a Bruxelles il 24-25 ottobre
I prossimi passi dell’Agenda Digitale. La digital economy si dà appuntamento a Bruxelles il 24-25 ottobre
Autore: ITespresso
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