"L’educazione e l’istruzione nel XXI secolo", a Milano

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Secondo Stanca la scuola e l’università sono le ‘fabbriche’ del XXI
secolo.

Come riporta una nota del Ministero per l’Innovazione e le Tecnologie, nel suo discorso al convegno, il ministro Stanca ha posto il sistema scolastico come base per lo sviluppo del paese: “In un’economia moderna, la scuola e l’università sono le ‘nuove fabbriche’, dove si produce il sapere come la risorsa strategica con la più alta valenza per il nostro futuro. La competizione fra sistemi economici, una volta centrata esclusivamente sulle merci e sui prezzi, infatti oggi avviene sempre più anche sulla conoscenza. Il processo di arricchimento di questo patrimonio parte dalle scuole e si rafforza nelle università e prosegue nelle imprese, nella Pubblica amministrazione e nella società”. “Il contesto internazionale – ha aggiunto il ministro – vede oggi disputare la partita della competizione sempre più sulle competenze non solo nei Paesi ‘forti’, ma anche in quelli emergenti”. In India, ad esempio, ogni anno ci sono 260 mila nuovi ingegneri, ad un costo di 12 mila dollari l’anno, contro gli 80 mila dollari degli USA; in Cina ogni 12 mesi ci sono 3 milioni di neolaureati, di cui uno su nove (ossia 325 mila) è un ingegnere. In Italia, su base annua, ci sono 200 mila laureati. Il nostro Paese ha complessivamente 3 milioni di laureati, quanti in Cina in un solo anno, e di essi solo lo 0,5% in materie scientifiche e tecniche (contro l’1% del dato medio europeo, con punte del 2,3% in Irlanda e di quasi il 2% in Gran Bretagna). Stanca ha sottolineato che “oggi in Italia si sta promuovendo una riforma più visibile ai cittadini, che adegua alle attuali esigenze un’architettura formativa disegnata 80 anni fa. Ma con la collega Moratti stiamo realizzando un’altra ‘riforma’ della scuola, quella tecnologica, sicuramente meno visibile e più silenziosa, ma che persegue l’obiettivo di modernizzare la scuola italiana”. Il ministro ha ricordato che “le tecnologie dell’informazione e comunicazione (ICT), basate sulla modalità della sperimentazione, rivoluzionano non solo il metodo di accesso alle informazioni ma anche il potenziale di apprendimento: impariamo il 10% di quello che leggiamo, il 50% di quello che vediamo-ascoltiamo, il 70% di quello che discutiamo con altri e ben l’80% di quello che sperimentiamo. Per questo stiamo passando da una scuola ‘auditorium’ ad una scuola ‘laboratorio'”. E ha aggiunto “se 50 anni fa per essere ‘cittadini’ era necessario saper leggere e scrivere, oggi la nuova alfabetizzazione passa attraverso internet e la formazione sulle nuove tecnologie deve cominciare dalla scuola”. Stanca ha riferito una serie di iniziative governative in atto: nel 2003 la sola spesa informatica nell’istruzione è stata di circa 250 milioni di euro per ammodernare le postazioni nelle scuole e creare 8 mila aule multimediali; per la connessione a larga banda, nell’84% delle scuole. Più di 200 mila insegnanti si sono istruiti in informatica anche mediante l’e-learning; inoltre 900 mila insegnanti hanno la possibilità di dotarsi di pc portatili acquistati a condizioni di favore. Sempre sul fronte dell’e-learning nel 2003 con il decreto Stanca-Moratti sono state poste le regole di funzionamento delle università a distanza. Da quest’anno, inoltre, è cominciato l’insegnamento di informatica e inglese nelle prime due classi della scuola primaria, con il coinvolgimento di oltre un milione di alunni. Circa 40 mila ragazzi nati nel 1987 hanno già acquistato un pc con connessione ad Internet grazie al bonus governativo di 175 euro di “Vola con Internet”. Per gli studenti non vedenti o ipovedenti la ‘Legge Stanca’ prevede tra l’altro che i libri di testo delle scuole sino disponibili in formati ‘leggibili’ al pc e questa è una norma che non ha precedenti al mondo. Ed ancora, è in avanzata fase di attuazione il progetto “Scuola in ospedale” che prevede il collegamento dei reparti pediatrici di 65 ospedali con le scuole mediante rete ad alta velocità, garantendo così non solo la continuità didattica per gli alunni lungodegenti, ma anche interrompendo l’isolamento e migliorando il processo terapeutico.

Autore: ITespresso
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